Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Il ragazzo paralizzato che ora muove la mano grazie a un chip nel cervello

Immagine di copertina

Il 24enne Ian Burkhart, tetraplegico da cinque anni, è riuscito a controllare i movimenti della mano destra attraverso una recentissima tecnologia scientifica

Ian Burkhart è un ventiquattrenne statunitense che cinque
anni fa, dopo un tuffo in mare finito male, è rimasto tetraplegico, perdendo
quindi la sensibilità degli arti superiori e inferiori.

Ora, con l’annuncio di un risultato rivoluzionario per la storia
della medicina, i medici che lo hanno in cura presso la Ohio State
University hanno annunciato che Burkhart è riuscito a controllare i movimenti
della mano destra attraverso una recentissima tecnologia.

L’esperimento, pubblicato dalla rivista Nature mercoledì 13 aprile, permette di far sì che tramite un chip impiantato nel
cervello si possano trasmettere impulsi volontari ai muscoli della mano, e i
risultati positivi ne fanno il primo caso al mondo di riacquisto della
sensibilità in una persona affetta da tetraplegia.

Con una pratica quotidiana dei movimenti, Ian è riuscito a versare
del liquido da una bottiglia, afferrare una cannuccia e addirittura giocare con
un videogioco collegato a un simulatore di chitarra.

Il sistema è in realtà ancora ai primi stadi della
sperimentazione, e questo fa sì che al momento i progressi realizzati siano
possibili solo quando il paziente è collegato al computer del laboratorio, ma è
già un grande passo avanti a livello scientifico, perché si è dimostrata la possibilità di ripristinare
alcune funzioni di arti non più direttamente collegati al cervello.

Il lavoro del team della Ohio State University è iniziato
nel 2014, quando un sistema di visualizzazione cerebrale ha permesso di isolare la parte del cervello di Burkhart preposte
a controllare i movimenti della mano. A quel punto, il dott. Ali Rezai, ha
impiantato il chip nel cervello del paziente, e da quel momento in poi ogni
settimana ci sono state sessioni in laboratorio per “allenarsi” a riprendere l’uso
dell’arto.

Qui il video diffuso da Nature che mostra i successi ottenuti:

Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan