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Home » Esteri

Il ragazzino chiamato Trump invitato al discorso del presidente si addormenta e diventa eroe nazionale

Immagine di copertina
Joshua Trump. Credit: Getty Images

Joshua è stato invitato dalla first lady per assistere al discorso sullo stato dell’Unione perché bullizzato per il suo cognome

Tutti ricorderanno la storia di Joshua Trump, il ragazzino di 11 anni bullizzato a scuola per via del suo cognome. Il presidente degli Stati Uniti ha pensato bene di invitare il giovane omonimo a uno degli eventi più attesi della politica statunitense: il discorso sullo stato dell’Unione in occasione del quale il presidente si rivolge ai parlamentari e al paese per fare il punto sulla sua attività e le condizioni del paese.

Joshua, però, deve essersi annoiato particolarmente durante il lungo e pesante discorso del suo omonimo. A un certo punto le telecamere hanno puntato dritto sul pubblico e, proprio mentre Trump rinnovava la promessa di costruire il famoso muro tra gli Stati Uniti e il Messico e definiva l’immigrazione irregolare “un’urgente crisi nazionale”, si è scorta nitida la figura dell’undicenne comodamente appisolato accanto alla first lady.

I social hanno letto il sonno del giovincello come un vero e proprio atto di resistenza. Addormentandosi proprio durante quelle parole, Joshua è diventato per il mondo del web un vero e proprio eroe nazionale.

Su Twitter gli utenti si sono sbizzarriti nel riconoscere nel giovane Joshua un nuovo leader e così sui social si moltiplicano le foto del bell’addormentato su cui campeggia la scritta “JOSHUA TRUMP RULES”.

Un altro dà il benvenuto al giovane Trump nella resistenza.

E ancora: “Joshua Trump è il miglior Trump”, scrive un altro.

Joshua è stato invitato da Melania Trump dopo i persistenti episodi di bullismo. Viene dal Delaware ed è stato chiamato “idiota” e “stupido” solo perché il cognome che porta è lo stesso del presidente. La madre allora ha deciso di iscriverlo in un’altra scuola. Ma anche nella nuova le cose non sono andate meglio: appena messo piede sullo scuolabus, l’autista ha chiesto a Joshua come si chiamasse e lì è ricominciato tutto.

Joshua è stato tra i 13 a ricevere un invito speciale direttamente dal presidente e dalla first lady.

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