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Lanciata una raccolta fondi per la famiglia dell’autista ucciso dall’attentatore di Berlino

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A farsi promotore dell'iniziativa è stato un camionista britannico. In tre giorni hanno aderito migliaia di utenti e finora sono stati raccolti oltre 130mila euro

Lo ricordano tutti come un bravo ragazzo. I suoi amici e il datore di lavoro della ditta di autotrasporti polacca per la quale lavorava. Lukasz Urban, l’autista polacco di 37 anni, viene considerato un eroe. A raccontare la sua storia sono stati i due principali quotidiani tedeschi, Bild e Die Ziet citando fonti investigative.

Lukasz Urban ha tentato di fermare in ogni modo la folle corsa del camion rubato e guidato da Anis Amri, che si è poi schiantato contro un mercatino di natale allestito in una delle principali piazze di Berlino, falciano e uccidendo dodici persone e ferendone altre 48. 

Secondo i dati estrapolati dal Gps satellitare, il camion è stato parcheggiato intorno alle dodici di lunedì 19 dicembre a Berlino. Esso trasportava un carico di acciaio, che doveva essere poi scaricato alle prime ore di martedì. 

Alle 15, l’autista aveva effettuato una telefonata al cellulare della moglie ma senza ottenere risposta. Un’ora dopo, la donna richiama ma dall’altro capo del telefono non sopraggiunge alcuna risposta. Il mezzo ha poi lasciato il parcheggio alle 19.45, poco prima di piombare sulla folla del mercatino di Natale.

Il camionista non ha fatto in tempo a opporsi all’attentatore tunisino, che lo ha ucciso a sangue freddo. Prima ferendolo gravemente con un coltello e poi finendolo a colpi di arma da fuoco. 

La morte di Lukasz Urban ha destato commozione spingendo soprattutto un utente, anche lui camionista come la vittima, a promuovere sulla rete una raccolta fondi per aiutare e sostenere la famiglia dell’autista ucciso. L’appello è stato lanciato dal britannico, Dave Duncan, che vive nel West Yorkshire. 

In tre giorni, oltre 8mila persone hanno aderito all’iniziativa. Finora sono stati raccolti circa 130mila euro, che saranno destinati alla moglie Zuzanna e alla figlia diciassettenne di Urban. 

“Non conoscevo Lukasz, ma la sua morte così brutale mi ha scioccato e mi ha profondamente amareggiato. Non oso immaginare come possa sentirsi la sua famiglia in questo momento terribile”, ha scritto Duncan nell’appello pubblicato sulla pagina di GoFundme. 

Non è chiaro se la famiglia dell’autista polacco sia al corrente di questa iniziativa spontanea. L’appello non è rimasto inascoltato e ha colpito nel segno arrivando a raccogliere più di quanto si prospettasse. 

Duncan ha così risposto ringraziando tutti coloro che avevano effettuato una donazione. “La generosità incredibile per un eroe coraggioso”. 

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