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Sono scaduti i sette giorni di tregua in Siria

Il punto della situazione nel paese dopo il raid americano sull'esercito siriano che ha fatto infuriare Mosca e Damasco

Di TPI
Pubblicato il 19 Set. 2016 alle 11:54 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 18:03
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Immagine di copertina

Un raid aereo della coalizione guidata dagli Stati Uniti ha ucciso decine di soldati dell’esercito siriano nei pressi dell’aeroporto di Deir ez-Zor, in Siria, sabato 17 settembre 2016.

Le forze armate americane hanno interrotto il bombardamento, cui partecipavano anche jet australiani e britannici, su quella che ritenevano essere una postazione dell’Isis dopo che la Russia li ha informati che erano stati colpiti mezzi e soldati del governo siriano. Ma Damasco crede che l’attacco fosse intenzionale.

L’incidente ha innescato un’accesa e aspra diatriba tra Washington e Mosca. La seconda ha accusato gli americani di aver deliberatamente colpito le forze del presidente siriano per far naufragare l’accordo sul cessate il fuoco e ha convocato per la sera stessa una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Gli Stati Uniti hanno invece velenosamente ricordato ai russi che il loro intervento al fianco di Bashar al-Assad ha spesso colpito obiettivi illegittimi e causato vittime civili, e non sono quindi nella posizione di impartire ramanzine.

L’episodio ha dunque messo a serio rischio la tenuta della cooperazione tra i due paesi, i quali dovrebbero avviare operazioni congiunte contro i gruppi terroristici alla fine dei sette giorni di tregua previsti dall’accordo faticosamente trovato la settimana scorsa.

La Russia sostiene anche che gli Stati Uniti non possono o non vogliono tenere sotto controllo i ribelli che, secondo Mosca, si stanno riorganizzando e preparano nuove offensive.

E mentre la Russia accusa le fazioni dell’opposizione siriana di aver violato il cessate il fuoco numerose volte (il ministero della Difesa ha detto di averne registrate 50 nella sola giornata di sabato nelle province di Aleppo, Damasco, Hama, Latakia, Homs e Deraa), l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito che i quartieri orientali di Aleppo, quelli in mano ai ribelli, hanno subito quattro raid aerei, i primi dall’entrata in vigore della tregua al tramonto di lunedì 12 settembre.

Tuttavia Mosca insiste che né la sua aeronautica né quella di Damasco hanno compiuto missioni sulle zone individuate dall’accordo di Ginevra.

Inoltre, gli aiuti umanitari non hanno ancora raggiunto quegli stessi quartieri e la credibilità di questa nuova iniziativa congiunta tra Russia e Stati Uniti sembra svanire di ora in ora, tanto più che il termine del cessate il fuoco è scaduto alla mezzanotte e l’esercito siriano non ha fatto alcun annuncio rispetto alla sua estensione.

La tregua è finita ed è stata un fallimento, è stato il commento di uno dei leader del gruppo d’opposizione aleppino Fastaqim da Gaziantep, in Turchia.

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