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Proteste in Catalogna, scontri a Barcellona: 89 feriti e 54 arresti

Fermato e poi rilasciato fotoreporter del quotidiano El Pais

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 19 Ott. 2019 alle 09:06 Aggiornato il 19 Ott. 2019 alle 10:15
Immagine di copertina

Proteste in Catalogna, notte di scontri a Barcellona: il bilancio

Proseguono le proteste in Catalogna. Dopo la condanna di Oriol Junqueras – leader della più forte formazione politica secessionista Esquerra Republicana de Catalunya – a 13 anni, il popolo catalano è sceso in piazza per protestare contro il governo spagnolo. Proteste che vanno avanti ormai da cinque giorni.

La notte scorsa a Barcellona si sono verificati diversi scontri tra i manifestanti e la polizia. Si sono verificati veri e propri atti di guerriglia urbana contro i Mossos d’Esquadra: barricate, falò e incendi di arredo urbano e oggetti di terrazze e negozi.

Il bilancio della quinta notte di proteste ad ora parla di 89 feriti e 54 arresti. La polizia ha fatto uso per la prima volta – riferisce la stampa spagnola – di un camion idrante per farsi strada lungo le vie del centro invase di manifestanti e costeggiate di barricate in fiamme. Dopo la mezzanotte, dopo più di sette ore di combattimenti, le violenze sono diminuite di intensità. Per le vie del centro sono rimasti numerosi agenti e i sassi usati negli scontri.

Prima che la gran parte dei manifestanti lasciasse le vie del centro di Barcellona, il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha parlato dal palazzo della Moncloa per avvertire che il codice penale sarà applicato “con la massima determinazione” contro “l’indipendentismo violento”.

Marlaska ha indicato in 400 il numero di persone che si sarebbero rese responsabili degli atti vandalici di questi giorni. Ha poi precisato che 89 sono i feriti registrati in tutta la Catalogna nella giornata di ieri. Sessanta di questi a Barcellona, due di loro con gravi lesioni agli occhi. Gli scontri di Barcellona si sono replicati anche in altre città, con lanci di pietre, barricate, mobilia gettata in strada, feriti e arresti.

Tra le persone fermate a Barcellona, anche un fotoreporter del quotidiano El Pais, che sottolinea un atteggiamento aggressivo degli agenti verso gli operatori dell’informazione. Il reporter è stato rilasciato alle ore 3.30 del mattino. A renderlo noto è stato lo stesso quotidiano, precisando che Albert Garcia era stato arrestato “mentre svolgeva il suo lavoro dal Corpo nazionale di polizia”. Garcia, che indossava un contrassegno dell’accreditamento stampa e portava un casco di protezione, è stato “immobilizzato a terra da una mezza dozzina di agenti e portato in un furgone di polizia”.

Proteste in Catalogna, le conseguenze

Molte sono state le conseguenze dei disordini. Le proteste in Catalogna hanno indotto la Federazione calcistica spagnola a rinviare la partita Barcellona-Real Madrid, ‘El Clasico’ della Liga spagnola. Il match era in programma il 26 ottobre al Camp Nou e la decisione è stata presa, riferisce il quotidiano spagnolo Marca, per evitare che potesse diventare un’occasione di protesta contro la sentenza del ‘proces’ ai leader catalani. Non è stata ancora fissata una nuova data per il recupero.