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Home » Esteri

Il Principe Carlo testimonierà su un vescovo anglicano condannato per pedofilia

Immagine di copertina
Il Principe Carlo

Il principe Carlo, erede al trono britannico, il prossimo 27 luglio renderà una testimonianza scritta su un vescovo anglicano condannato per pedofilia.

Lo scritto verrà presentato alla Commissione d’inchiesta indipendente che cerca di far luce su decenni di insabbiamenti nel Regno Unito di denunce di stupri e molestie contro bambini a carico di personaggi potenti e famosi.

Il caso in questione riguarda Peter Ball, alto prelato della Chiesa d’Inghilterra (al cui vertice c’è la regina Elisabetta) ed ex titolare della diocesi di Gloucester, condannato nel 2015 a 32 mesi di carcere dopo essere stato riconosciuto colpevole, a scoppio ritardato, di abusi sessuali compiuti durante 30 anni su almeno 18 ragazzini.

La commissione ha avanzato il sospetto che l’ecclesiastico si sia servito dei legami a corte per assicurarsi a lungo l’impunità.

Fino ad ora, non è stato poi escluso che ci siano state ipotetiche interferenze sul sistema giudiziario, in particolare grazie ai rapporti di familiarità con Carlo che, secondo quanto risulta, a inizio anni ’90 scrisse una lettera di affidavit sulla sua persona.

Il principe Carlo sarà il successore della regina Elisabetta alla guida del Commonwealth

Gli  Stati del Commonwealth, riuniti al castello di Windsor per un summit di due giorni, hanno deciso che Carlo sarà il successore di Elisabetta II, quando la sovrana lascerà la guida dell’organizzazione che riunisce 53 paesi che in passato erano parte dell’Impero britannico. La decisione doveva essere presa all’unanimità.

I leader del Commonwealth dovevano esprimersi su cosa sarebbe successo quando l’attuale sovrana avrebbe lasciato il trono e se fosse stata necessaria un’elezione interna.

La decisione non era scontata dal momento che la leadership del Commonwealth non si decide ufficialmente per via ereditaria. Tradizionalmente l’incarico è sempre andato al sovrano del Regno Unito. Carlo è erede al trono di 16 dei 53 paesi del Commonwealth.

Il ruolo, rappresentativo, di capo del Commonwealth è stato attribuito al sovrano britannico fin dalla fondazione. Ma non è un ruolo ereditario, a differenza del trono britannico.

Il summit a Londra si tiene il 20 e 21 aprile 2018.

La regina Elisabetta in apertura della conferenza aveva raccomandato che il suo successore fosse lo stesso erede al trono, suo figlio Carlo.

Tra gli altri temi in agenda vi è la cooperazione fra i 53 paesi contro l’inquinamento dei mari, la cybersicurezza, i progetti umanitari e i progetti per i giovani.

Carlo è l’erede al trono britannico. Sarà il più vecchio erede ad accedere al trono britannico. Il prossimo autunno compirà 70 anni. Si discute se diventerà Re Carlo III o assumerà il nome di Re Giorgio VII.

La prima ministra britannica Theresa May e il premier canadese Justin Trudeau avevano già espresso il loro sostegno al principe Carlo.

Che cos’è il Commonwealth

Il Commonwealth nasce con la repubblica di Oliver Cromwell (1649-1653) ed è l’organizzazione che riunisce Stati che in passato erano parte dell’Impero britannico, a eccezione di Mozambico e Ruanda, che fanno parte del Commonwealth pur non avendo fatto parte dell’Impero britannico.

L’organizzazione è diretta dal Segretariato del Commonwealth, organismo con sede a Londra, retto da un segretario generale. L’attuale Segretario Generale è Patricia Scotland, Baronessa Scotland di Asthal, della Dominica.

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