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Il presidente del Ciad è stato ucciso durante un’azione militare contro i ribelli

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Il presidente del Ciad Idriss Deby. Credit: EPA/LUDOVIC MARIN

Idriss Deby, al potere da oltre 30 anni, ha partecipato a un'azione militare contro i ribelli ed è morto durante gli scontri

Il presidente del Ciad è stato ucciso durante un’azione militare contro i ribelli

Il presidente del Ciad Idriss Deby Itno è stato ucciso durante un’azione militare contro i ribelli che negli scorsi giorni hanno attaccato il paese dalla Libia, poche ore dopo la conferma della rielezione al suo sesto mandato. Lo ha dichiarato il portavoce dell’esercito in un intervento trasmesso dalla televisione di stato, affermando che Deby sarebbe morto a seguito delle ferite riportate negli scontri nel nord del paese. “Ha appena esalato l’ultimo respiro difendendo la nazione sovrana sul campo di battaglia”, ha detto, leggendo un comunicato accompagnato da un gruppo di ufficiali militari che ha definito il “Consiglio nazionale di transizione”. Il portavoce ha dichiarato che il generale Mahamat Kaka, figlio di Deby, è stato nominato capo di stato ad interim.

“Il Consiglio nazionale di transizione rassicura il popolo ciadiano che sono state prese tutte le misure per garantire la pace, la sicurezza e l’ordine repubblicano”, ha detto, dopo aver lanciato un appello al dialogo e alla pace a tutti i cittadini nel paese e all’estero “per continuare a costruire insieme il Ciad”.

Alle elezioni dello scorso 11 aprile, Deby, 68 anni, era stato rieletto per un sesto mandato con il 79,32 percento dei voti, secondo i risultati provvisori della commissione elettorale annunciati ieri, lunedì 19 aprile.

Nel giorno delle elezioni, il gruppo ribelle del Fronte per il cambiamento e la concordia in Ciad (Fact) ha lanciato un’offensiva in Ciad dalle sue basi in Libia, chiedendo la fine del regime trentennale di Deby. Lunedì la campagna elettorale di Deby ha dichiarato che il presidente si sarebbe recato in prima linea per unirsi alle truppe che stanno combattendo i “terroristi”.

Sempre ieri, l’esercito del Ciad ha dichiarato che più di 300 ribelli erano stati uccisi nei combattimenti di sabato 17 aprile, in cui hanno perso la vita anche cinque soldati. Il leader dei ribelli, Mahamat Mahadi Ali, aveva detto a Radio France Internationale (RFI) che le sue forze avevano compiuto “una ritirata strategica”, dopo che il governo aveva dichiarato che l’offensiva ribelle nelle province del Tibesti e di Kanem era “terminata”.

Altri precedenti

Il Ciad è già stato attaccato da altri gruppi ribelli provenienti dalla Libia negli ultimi anni. Nel 2019 una colonna di ribelli dell’Unione delle forze di resistenza (Ufr) erano entrati in Ciad dal paese nordafricano prima di essere stati fermati dai bombardamenti dell’aviazione francese, su richiesta del governo di Deby. L’Ufr era guidato dal nipote di Deby, Timan Erdim, che nel 2008 aveva guidato un assalto alla capitale N’Djamena dal Sudan per tentare di rovesciare il governo dello zio.

Deby stesso, uno degli allievi del Centro rivoluzionario mondiale fondato da Muammar Gheddafi, è salito al potere nel 1990 guidando una ribellione contro il suo predecessore Hissène Habré. Era considerato un alleato dei paesi occidentali nella lotta contro i gruppi terroristi della regione del Sahel, come Boko Haram e altre formazioni legate ad al-Qaeda e all’Isis.

Leggi anche: 1. Il Sahel è il nuovo terreno di scontro tra Occidente e jihadisti? // 2. La terribile desertificazione del Lago Ciad di cui nessuno parla, alleata di Boko Haram

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