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Home » Esteri

Il mistero delle 26 ragazze morte nel Mediterraneo: parla l’Agenzia nigeriana contro il traffico di esseri umani

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La morte delle giovani migranti i cui corpi sono arrivati a Salerno una settimana fa è oggetto d'indagine in Italia. TPI ha intervistato il portavoce dell'Agenzia nigeriana contro il traffico di esseri umani

Esattamente una settimana fa, lunedì 6 novembre 2017, a Salerno attraccava la nave spagnola Cantabria, con a bordo circa 400 migranti e 26 cadaveri di ragazze tra i 14 e i 20 anni. La procura di Salerno ha aperto un’indagine sulla loro morte per scoprire quanto accaduto, ma una settimana dopo la verità non è ancora stata accertata.

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Le autopsie sui corpi delle prime 12 ragazze hanno rivelato che non avevano segni di abusi sessuali. Ma dai controlli sono emersi altri dettagli che hanno aggiunto orrore all’orrore: una delle donne morte era incinta; sui corpi delle giovani sono stati riscontrati inoltre anche segni di frustate e bruciature che risalivano a parecchio tempo prima; alcune di loro, infine, erano state sottoposte a infibulazione in tenera età.

Finora solo a due delle vittime è stato dato un nome: una è stata riconosciuta dal marito, che viaggiava con lei, e una dal fratello. Entrambe erano di nazionalità nigeriana.

Intanto, il governo della Nigeria ha chiesto alle autorità italiane di indagare sull’accaduto, definendo l’evento “sfortunato e tragico” e lanciando ai suoi cittadini l’appello di “non intraprendere il pericoloso viaggio” per l’Europa.

– LEGGI ANCHE: “Sono tornato in Nigeria e con la mia radio convinco i migranti a non partire”

Giovedì 9 novembre TPI ha contattato Josiah Emerole, portavoce dell’Agenzia nazionale nigeriana per il divieto della tratta di esseri umani (NAPTIP) per capire quali sono le informazioni a loro disposizione e come intende muoversi questo ente governativo.

Conoscete o siete stati informati delle identità delle ragazze morte?

L’Agenzia nazionale per il divieto della tratta di esseri umani non è stata ancora informata dell’identità delle ragazze.

Potete confermare se erano tutte nigeriane?

La NAPTIP non può confermarlo al momento, perché non è stata informata sulla loro identità. Quindi non abbiamo questa informazione.

Cosa può fare il governo nigeriano per aiutare quello italiano sulle indagini?

Non posso parlare per conto del governo nigeriano. L’agenzia sta aspettando le informazioni appropriate dalle autorità italiane per decidere quale linea d’azione intraprendere.

Il governo nigeriano ha chiesto ai giovani di non partire. Ma qual è il motivo per cui tante ragazze lasciano la Nigeria per raggiungere l’Europa?

Molte ragazze lo fanno a causa dell’ignoranza e dell’ingenua credenza che la vita lì sia migliore. Credono che avranno un lavoro e si guadagneranno da vivere. Ma la realtà è diversa.

Bisogna anche comprendere che i trafficanti le ingannano per chiedere alle loro storie e questo è il motivo per cui accadono questi incidenti.

Come parte degli sforzi di NAPTIP per creare consapevolezza sul traffico di esseri umani, promuoviamo varie campagne di sensibilizzazione rivolte a vari gruppi sociali. L’Agenzia continua a dissuadere i giovani dalla migrazione irregolare, che spesso conduce alla morte nel deserto o nel mar Mediterraneo, come è successo alle ragazze decedute.

Ritiene che queste ragazze siano finite nelle mani di trafficanti che volevano sfruttarle nella prostituzione?

La NAPTIP non può confermarlo o smentirlo. Non sappiamo se siano state sfruttate dai trafficanti prima della loro morte. Attendiamo i rapporti delle indagini condotte dalle autorità italiane.

Alcune delle ragazze sfruttate nella prostituzione in Italia hanno detto di essere state minacciate con riti di “magia nera”: se non obbediranno uno dei loro parenti in Nigeria sarà ucciso. Cosa sta facendo il governo nigeriano per informarle dell’assurdità di queste minacce?

I riti voodoo sono uno dei metodi utilizzati per controllare le vittime del traffico di esseri umani. Vengono obbligate a giurare e a lasciare qualche oggetto personale in un tempio come prova della loro lealtà. Le vittime prendono sul serio questi giuramenti e spesso non sono convinte che il rito voodoo non abbia efficacia.

La NAPTIP ha ottenuto la cooperazione dei preti voodoo dei santuari, alcuni dei quali hanno anche attestato l’inutilità degli incantesimi e della magia nera. L’Agenzia talvolta ha anche arrestato e punito questi preti. 

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