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Polonia, migliaia di partecipanti alla marcia sovranista dell’ultradestra antisemita, omofoba e antieuropea

Di Laura Melissari
Pubblicato il 12 Nov. 2019 alle 07:54 Aggiornato il 12 Nov. 2019 alle 08:06
Immagine di copertina

Polonia, migliaia alla marcia sovranista dell’estrema destra

In tantissimi hanno partecipato alla “Marcia dell’indipendenza”, la marcia sovranista che l’estrema destra organizza da 10 anni a Varsavia. Nella marcia gli slogan principali erano antisemiti, omofobi, razzisti e antieuropei. Alla manifestazione hanno partecipato anche militanti italiani di Forza Nuova.

Contemporaneamente nelle strade di Varsavia hanno sfilato le opposizioni democratiche ed europeiste, con slogan opposti, al ritmo di “Bella Ciao”, ma i due cortei non si sono incontrati, né scontrati.

I neofascisti polacchi hanno bruciato in piazza le bandiere dell’Unione europea, come riferisce il quotidiano polacco Gazeta Wyborcza. “È stata una delle più grandi dimostrazioni della destra radicale nella storia”, hanno detto gli organizzatori che parlano di almeno 150mila manifestanti. La polizia sostiene che non fossero più di 47mila. Bandiere con svastiche e altri simboli fascisti sugli striscioni, insieme a bengala e petardi, hanno caratterizzato la marcia dell’estrema destra.

Uno dei bersagli principali sono stati gli ebrei: la richiesta dei manifestanti è quella di bloccare le richieste di risarcimento degli ebrei polacchi fuggiti in Israele o negli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale. Ma non solo l’antisemitismo ha scandito gli slogan dei manifestanti fascisti: “Falciamo via la marmaglia comunista” o “Vietiamo di essere froci” erano gli slogan urlati per le strade insieme a “Dio, onore e Patria”, “Siamo cristiani, o ancora “La Polonia intera è solo bianca”, “Prendi sotto la protezione l’intera nazione”.

“La nostra nazione è accomunata al cattolicesimo, se lasceremo la fede moriremo come l’Occidente”, ha detto uno degli organizzatori, Robert Bakiewicz.

Il partito di destra al governo PiS non ha partecipato alla manifestazione fascista, a differenza dell’anno scorso.