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La politica commerciale di Trump comincia a definirsi

Il presidente eletto degli Usa ha nominato un economista noto per la sua aspra critica alla Cina a capo di un nuovo organo di consulenza per il commercio

Di TPI
Pubblicato il 22 Dic. 2016 alle 09:48 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:17
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Immagine di copertina

Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha nominato Peter Navarro alla guida del nuovo Consiglio nazionale per il commercio della Casa Bianca.

Navarro è un economista, già consigliere del magnate newyorchese durante la campagna elettorale, noto per la sua posizione critica e intransigente nei confronti di Pechino, esposta nei suoi libri e persino in un film che descrivono la portata del pericolo che la Cina rappresenta per l’economia statunitense e denunciano il desiderio del gigante asiatico di diventare la principale potenza economica e militare nel paese.

Nel conferirgli l’incarico, Trump lo ha definito un economista “visionario” che contribuirà a sviluppare le politiche economiche del paese riducendo il deficit nella bilancia commerciale, espandendo la crescita e fermando l’esodo dei posti di lavoro.

Il presidente eletto ha fatto del commercio uno degli argomenti chiave della sua campagna elettorale scagliandosi contro quelli che ritiene accordi dannosi per gli Stati Uniti. In particolare, ha minacciato Messico e Cina di imporre alte tariffe sulle importazioni non appena assumerà l’incarico presidenziale il prossimo 20 gennaio.

In un articolo d’opinione pubblicato a novembre su Foreign Policy, Navarro e un altro consigliere di Trump, Alexander Gray, avevano confermato l’opposizione del presidente eletto ad alcuni importanti accordi commerciale, come il partenariato transpacifico (Tpp).

“Trump non sacrificherà mai più l’economia americana sull’altare della politica estera stringendo patti deleteri come l’accordo di libero scambio del nord America (con Canada e Messico, ndr), consentire l’ingresso della Cina nell’Organizzazione mondiale del commercio o approvare il Tpp. Questi accordi non fanno altro che indebolire la nostra base manifatturiera e la nostra capacità di difendere noi stessi e i nostri alleati.

Navarro, 67 anni, insegna all’Università della California ed è l’autore di diversi volumi, tra cui “Morte per mano della Cina: come l’America ha perso la sua base manifatturiera”, poi divenuto un documentario.

Oltre a esporre come, a suo parere, gli Stati Uniti stiano perdendo la guerra economica con la Cina, il professore ha dato voce a preoccupazioni circa le questioni ambientali connesse alle importazioni cinesi e la sottrazione di proprietà intellettuali statunitensi.

Ma se Trump ha apprezzato il lavoro di Navarro, la comunità accademica non ne è altrettanto entusiasta.

Il nuovo membro della squadra del prossimo presidente repubblicano suggerisce inoltre un riavvicinamento a Taiwan, asserendo che, benché non sia necessario arrivare a riconoscere Taipei, bisognerebbe smettere di sostenere la politica dell’unica Cina. Pechino considera Taiwan una provincia ribelle della Cina.

Già in precedenza, accettando una telefonata dalla presidente taiwanese e rilasciando una controversa dichiarazione a Fox News, Trump aveva lasciato supporre un imminente cambiamento nella posizione politica e diplomatica di Washington rispetto alla questione Cina-Taiwan.

Ma il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha dichiarato giovedì 22 dicembre che malgrado ci siano alcune incertezze nel rapporto Cina-Stati Uniti, il rispetto reciproco degli interessi principali di ciascuno non è in discussione.

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