Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 13:03
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Il suicidio della più giovane condannata a morte americana

Immagine di copertina

Aveva 16 anni quando fu condannata a morte per l'omicidio di una insegnante. In seguito fu scarcerata. Paula Cooper si è suicidata all'età di 45 anni lo scorso 26 maggio

Paula Cooper è stata la condannata a morte più giovane degli Stati Uniti: aveva 16 anni quando, nel 1986, fu condannata a morte per l’omicidio di una insegnante di 78 anni, Ruth Pelke, uccisa con 33 colpi di coltello.

Il 26 maggio scorso la donna, di 45 anni, è stata trovata suicida nella sua abitazione di Angola Court, uno dei quartieri più degradati di Indianapolis, negli Stati Uniti, dove viveva dopo la scarcerazione in libertà provvisoria. 

La sua condanna a morte scatenò un uragano di polemiche tra attivisti per i diritti umani negli Stati Uniti e in Europa – compresa l’Italia dove si attivarono il partito Radicale italiano e l’associazione Nessuno tocchi Caino – fino a spingere Papa Giovanni Paolo II a inviare un emissario personale al governatore dell’Indiana affinché le risparmiasse la vita.

Bill Pelke, nipote dell’insegnante uccisa – divenuto uno dei più convinti attivisti dell’abolizione della pena capitale -, oltre a essere stato il primo a perdonare l’assassina della nonna, fu l’unico a sostenerla mentre era in carcere.

La incoraggiò a studiare, ad andare avanti, a essere una detenuta modello. Durante gli anni in carcere, Cooper riuscì a completare una laurea quadriennale in letteratura inglese.

La sua pena fu commutata a sessant’anni di reclusione, ma la buona condotta di Cooper convinse la corte suprema dell’Indiana a un ulteriore sconto della pena. Nell’estate del 2013, dopo 28 anni in carcere, Cooper rivide la luce.

“Sapeva di aver fatto qualcosa di terribile per la società”, ha detto Bill Pelke, l’ultimo che andò a trovarla prima della scarcerazione. “Ma allo stesso tempo voleva liberarsi di questa macchia aiutando i giovani a non commettere gli stessi sbagli che aveva commesso lei”.

Uscita di prigione, Cooper non si fece più vedere né sentire. Nessuno, salvo l’agente incaricato di controllare i suoi spostamenti, aveva ricevuto sue notizie fino al ritrovamento della settimana scorsa.

Ti potrebbe interessare
Esteri / “Il silenzio dall’Iran è assordante. Espellete gli ambasciatori”: l’appello di due esuli a TPI
Esteri / Media: avviati contatti tra Usa e l'Iran. Teheran convoca gli ambasciatori europei
Esteri / Venezuela, liberati gli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò
Ti potrebbe interessare
Esteri / “Il silenzio dall’Iran è assordante. Espellete gli ambasciatori”: l’appello di due esuli a TPI
Esteri / Media: avviati contatti tra Usa e l'Iran. Teheran convoca gli ambasciatori europei
Esteri / Venezuela, liberati gli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò
Esteri / Venezuela, liberati gli italiani Gasperin e Pilieri. Ora si spera nel rilascio di Trentini
Esteri / Forze speciali dell’Ice sparano e uccidono una donna a Minneapolis
Esteri / Il Wall Street Journal: “Gli Usa vogliono comprare la Groenlandia, non invaderla”
Esteri / Strage di Crans-Montana, chi sono le sei vittime italiane
Esteri / Trump minaccia la Groenlandia: “Ci serve per motivi di difesa”
Esteri / Venezuela – Usa, le ultime notizie in diretta. Trump: “Abbiamo l’accesso al petrolio”. Maduro e la moglie in tribunale
Esteri / Venezuela, attacco americano a Caracas. Trump: “Abbiamo catturato Maduro e la moglie”. Forti esplosioni e aerei a bassa quota: “Colpite basi militari”