Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 15:20
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Il parlamento ungherese ha respinto la riforma anti-migranti di Orban

Immagine di copertina

L'emendamento costituzionale era l'ultimo tentativo del primo ministro Viktor Orban di sottrarsi alle quote di accoglienza dei profughi previste dall'Unione europea

Il parlamento ungherese ha respinto martedì 8 novembre un provvedimento promosso dal primo ministro Viktor Orban che mirava a vietare nel paese l’accoglienza delle quote dei migranti stabilite dall’Unione europea. Il mancato appoggio dell’assemblea indebolisce il potere del premier nella lotta contro la politica di Bruxelles sui migranti.

La proposta di emendamento della costituzione non ha raggiunto per soli due voti la maggioranza dei due-terzi necessaria, ottenendo 131 favore dei 133 voti necessari.

Il partito di estrema destra Jobbik ha di fatto decretato la mancata approvazione boicottando il voto. Ma ha fatto sapere che sarebbe pronto a fornire il suo sostegno a Orban se un separato provvedimento, che consente agli stranieri di acquistare il diritto di residenza venisse eliminato.

Il partito conservatore di Orban, Fidesz, ha detto che il consiglio direttivo si riunirà per discutere la prossima mossa. Cedere a Jobbik sarebbe una scelta difficile dal punto di vista politico, dal momento che il capo dello staff del premier ha in precedenza definito la richiesta un “ricatto”.

La decisione di Orban di respingere migranti e rifugiati, anche attraverso il rafforzamento dei confini, ha provocato la reazione degli altri leader dell’Unione europea, soprattutto del presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, che nelle scorse settimane ha minacciato di apporre il veto al bilancio dell’Ue se gli altri stati europei non avessero rispettato gli accordi sulle quote dei migranti.

L’Unione europea ha affrontato un flusso di 1,4 milioni di persone dall’inizio del 2015, molte delle quali in fuga da paesi in guerra come la Siria.

Orban sostiene che la modifica della costituzione era necessaria per onorare un referendum dello scorso ottobre in cui più di 3 milioni di ungheresi, hanno respinto le quote di migranti decise dall’Unione. Il referendum non era giuridicamente vincolante a causa della scarsa affluenza alle urne, ma ha fornito al premier una forte investitura politica per fermare la misura di Bruxelles.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Mamdani ottiene 130 milioni di dollari di risarcimento per i rider sottopagati
Esteri / Melania Trump: “Sotto il comunismo ho avuto un’infanzia bellissima”
Esteri / Trump accoglie Xi tra battute, panda e patron di Big Tech. Ma la sfida tra Usa e Cina è su IA, dazi e Taiwan
Ti potrebbe interessare
Esteri / Mamdani ottiene 130 milioni di dollari di risarcimento per i rider sottopagati
Esteri / Melania Trump: “Sotto il comunismo ho avuto un’infanzia bellissima”
Esteri / Trump accoglie Xi tra battute, panda e patron di Big Tech. Ma la sfida tra Usa e Cina è su IA, dazi e Taiwan
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / El Mundo: “La Russia si prepara ad attaccare con droni Italia, Francia o Spagna”. Crosetto: “L’allarme non trova conferma”
Esteri / Xi Jinping va a Washington, Trump lo accoglie con il tappeto rosso: tregua tra Usa e Cina sui dazi fino a gennaio
Esteri / Pezeshkian mostra all'Onu le foto dei bambini iraniani uccisi dai raid di Usa. La delegazione Usa lascia l'aula
Esteri / “Il mondo è impreparato a una nuova pandemia”: l’allarme della rivista “The Lancet”
Esteri / Gaza: il Board of Peace di Donald Trump presenta un piano da 2,45 miliardi per la ripresa nella Striscia
Esteri / Così l'accordo tra Usa, Danimarca e Groenlandia assicura la presenza militare e l'adesione dell'isola alla Nato “per sempre”