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Home » Esteri

La Commissione europea ha difeso le azioni della polizia spagnola in Catalogna

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La Commissione europea ha definito la crisi in atto “materia di politica interna”. Il vicepresidente Frans Timmermans ha descritto il referendum catalano come una palese violazione della costituzione spagnola

L’uso della forza da parte delle autorità spagnole lo scorso primo ottobre, giornata in cui si è svolto il referendum per l’indipendenza in Catalogna, è stato necessario e proporzionato per difendere le istituzioni statali.

Questo è quanto è stato dichiarato dalla Commissione europea in riferimento agli scontri di pochi giorni fa tra polizia e indipendentisti catalani.

Il vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, ha preso le parti di Madrid senza alcun indugio. Nessuna parola di condanna nei confronti delle violenze: il referendum è stato descritto come una palese violazione della costituzione spagnola e una minaccia anche per gli altri paesi UE.

Nel discorso d’apertura del dibattito, Timmermans ha detto: “Abbiamo fondato le nostre società democratiche su tre principi: democrazia, rispetto delle leggi e diritti umani. Tutti e tre sono legati tra loro, non è possibile escluderne uno. Il governo regionale catalano ha deciso di ignorare le leggi organizzando il referendum di domenica scorsa”.

Timmermans ha difeso l’uso della forza da parte della polizia spagnola, necessaria per fare in modo che venisse rispettata la legge.

Nella sua prima intervista da quando si è tenuto il referendum in Catalogna, rilasciata all’emittente britannica BBC, il presidente catalano Carles Puigdemont ha detto che “l’indipendenza è questione di giorni”.

Il 3 ottobre si è svolto nella regione uno sciopero generale. Centinaia di migliaia di persone hanno marciato, in particolare per le vie di Barcellona, per protestare contro la violenza usata dalla polizia durante le operazioni di voto.

Negli scontri quasi 900 persone sono infatti rimaste ferite, tra questi anche 33 poliziotti.

 

 

 

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