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Papa Francesco ha paragonato le notizie false al nutrirsi di escrementi

Il pontefice ha detto che i giornalisti devono evitare di cadere nella coprofilia, cioè l’interesse eccessivo e patologico negli escrementi e i lettori nella coprofagia

Di TPI
Pubblicato il 8 Dic. 2016 alle 18:18 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 18:58
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Immagine di copertina

Papa Francesco ha criticato il sistema dell’informazione per l’eccessiva attenzione negli scandali che porta a diffondere notizie false che possono discreditare le persone nella vita pubblica.

Disinformare, calunniare gli avversari politici, sporcare la gente, è “il peggior peccato che i media possono commettere”, ha detto il pontefice in un’intervista al settimanale belga Tertio.

Con parole forti, Bergoglio ha detto che i giornalisti non devono cadere nella malattia della coprofilia, cioè un interesse eccessivo e patologico negli escrementi. E i lettori che si interessano in queste storie rischiano di comportarsi come i coprofagi, cioè coloro che si nutrono di escrementi.

I media, ha spiegato Bergoglio, scusandosi per la terminologia, devono “essere molto limpidi, molto trasparenti, e non cadere nella malattia della coprofilia, che è voler sempre comunicare lo scandalo, comunicare le cose brutte, anche se sono verità. E siccome la gente ha la tendenza alla malattia della coprofagia, si può fare molto danno”.

Papa Francesco ha anche messo in guardia sul rischio di utilizzare i media come canali per colpire e “sporcare” i rivali politici: “Possono essere usati come mezzo di diffamazione. Nessuno ha il diritto di fare questo. È una colpa e fa male.”

Infatti, ha ricordato il pontefice, “nella calunnia si dice una bugia sulla persona; nella diffamazione si mostra una cartella. Come diciamo in Argentina, se hace un carpetazo. E si scopre qualcosa che è vero, ma che è già passato, e per il quale forse si è già pagato con il carcere, con una multa o con quel che sia”.

I media, però, secondo il papa possono fare danno anche solo con la disinformazione, cioè dire solo una parte della verità e non l’altra perché orientano l’opinione pubblica nella direzione che vuole.

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