Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

L’Isis ha distrutto un’importante statua di Palmyra

Immagine di copertina

L'Unesco denuncia che l'Isis non solo sta distruggendo preziosi reperti archeologici, ma li sta anche rubando e contrabbandando su scala industriale

I miliziani dell‘Isis stanno distruggendo e saccheggiando antichi siti archeologici in Siria e in Iraq. I reperti rubati sono poi rivenduti a trafficanti che lavorano come intermediari nel mercato nero dell’arte e dell’antiquariato.

Secondo Irina Bokova, direttrice dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco), i furti di reperti da parte dell’Isis si stanno verificando “su scala industriale”.

Almeno un quinto dei 10mila siti archeologici iracheni è – o è stato – sotto il controllo dell’Isis: molti di questi siti sono stati saccheggiati e ce ne sono migliaia di altri a rischio.

Alcuni luoghi sono così danneggiati che ormai non sono più di alcun valore per gli storici e per gli archeologi, ha denunciato l’Unesco

Il 2 luglio l’Isis ha diffuso alcune fotografie che mostrano i suoi miliziani intenti a distruggere importanti statue rubate dal sito archeologico di Palmyra, patrimonio dell’umanità dell’Unesco che si trova nella Siria centrale.

I miliziani hanno conquistato Palmyra il 21 maggio del 2015, facendo esplodere diversi templi circostanti ma lasciando intatte la maggior parte delle rovine.

Il direttore dell’antiquariato e dei musei in Siria, Maamoin Abdelkarim, ha detto che i miliziani dell’Isis hanno distrutto anche la statua nota come “il leone di Alat“, che si trovava davanti al museo di Palmyra e che fu ritrovata presso il tempio di Alat.

Era alta tre metri, pesava 15 tonnellate e risaliva a duemila anni fa.

“Per le sue dimensioni e il suo valore, è la statua più importante che sia stata distrutta dall’Isis in Siria”, ha detto Abdelkarim.

Le razzie nei siti archeologici hanno raggiunto un livello senza precedenti nella storia contemporanea: “La distruzione deliberata dei reperti non solo sta continuando, ma sta avvenendo in modo sistematico”, dice Bokova

Attaccando i siti archeologici, l’Isis da una parte cerca di distruggere le radici culturali delle terre che conquista, dall’altra grazie ai reperti trovati e contrabbandati riesce ad avere un’ulteriore fonte di finanziamento. 

Secondo alcune testimonianze riportate da Bokova, alcuni miliziani dell’Isis pagano i contadini locali per scavare nei siti archeologici e trovare reperti da vendere sul mercato nero.

Ti potrebbe interessare
Esteri / “Una persona è vecchia quando si sente tale”: la regina Elisabetta rifiuta il premio “Anziani dell’anno”
Esteri / Facebook cambierà nome: presto l’annuncio ufficiale
Esteri / Le femministe fanno causa a Miss France: “Spettacolo sessista e discriminatorio”
Ti potrebbe interessare
Esteri / “Una persona è vecchia quando si sente tale”: la regina Elisabetta rifiuta il premio “Anziani dell’anno”
Esteri / Facebook cambierà nome: presto l’annuncio ufficiale
Esteri / Le femministe fanno causa a Miss France: “Spettacolo sessista e discriminatorio”
Esteri / Regno Unito, torna a fare paura il Covid: oltre 200 morti al giorno e 43mila casi. Sotto osservazione nuova mutazione
Esteri / Caso Polonia, Von der Leyen: “Sentenza della corte polacca è sfida all’Ue”. Morawiecki: “No a ricatti”
Esteri / Morto Colin Powell, primo afroamericano a ricoprire il ruolo di segretario di Stato Usa
Esteri / La crisi climatica colpisce Gaza: il territorio palestinese rimarrà senza olio
Esteri / Crisi climatica: negli Stati Uniti il fiume Colorado rischia di scomparire
Esteri / Scotland Yard, il deputato britannico David Amess è stato ucciso “per terrorismo”
Esteri / Polonia, in piazza per dire No all’uscita dall’Ue: il fotoreportage su The Post Internazionale