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Paesi Bassi, tre ong fanno causa al governo: “Continua a fornire componenti per F-35 a Israele”

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F-35 Lightning II in una base Usa. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

Una sentenza del febbraio scorso aveva ordinato all'esecutivo di interrompere le forniture e di assicurarsi che i prodotti venduti a Paesi terzi non andassero poi allo Stato ebraico, che potrebbero violare il diritto internazionale umanitario usando questi caccia nella Striscia di Gaza

Tre ong, Oxfam Novib, Pax e The Rights Forum, hanno fatto oggi di nuovo causa al governo dei Paesi Bassi, accusando le autorità olandesi di aver violato il divieto imposto a febbraio dalla magistratura di fornire a Israele componenti per i caccia-bombardieri F-35, che potrebbero essere usati durante la guerra in corso da quasi nove mesi nella Striscia di Gaza.

Il 12 febbraio scorso, la Corte d’Appello de L’Aja aveva accolto il ricorso di un gruppo di associazioni pacifiste, sottolineando il “rischio evidente” che tali aerei militari potessero essere impiegati per “compiere gravi violazioni delle leggi umanitarie internazionali” e ingiungendo al governo dei Paesi Bassi di smettere di fornire allo Stato ebraico i componenti per questi caccia multi-ruolo.

L’esecutivo uscente, guidato dal prossimo segretario generale della Nato Mark Rutte, aveva criticato il verdetto, annunciando un ricorso alla Corte Suprema. Allora i legali del governo si giustificarono sottolineando che anche se i Paesi Bassi non avessero fornito questi prodotti a Tel Aviv, lo Stato ebraico avrebbe potuto facilmente ottenerli altrove.

In ogni caso, secondo le tre ong, tale divieto non ha impedito che i pezzi di ricambio prodotti dalle aziende olandesi finissero comunque sugli F-35 israeliani. “Purtroppo tutto indica che queste componenti finiscono in Israele dai Paesi Bassi attraverso altre rotte”, si legge in un comunicato diramato dall’ong Oxfam Novib, una delle tre coinvolte nel caso.

Il governo olandese, ha detto alla Corte de L’Aja l’avvocato Liesbeth Zegveld che rappresenta le tre organizzazioni, “ha continuato a consegnare (componenti degli F-35, ndfr) ad altri Paesi, compresi gli Stati Uniti”. “Questo contravviene all’ordinanza della Corte”. “Riteniamo inaccettabile che lo Stato olandese non rispetti le norme legali e continui a fornire componenti che contribuiscono alle violazioni del diritto umanitario a Gaza”, hanno commentato le ong.

I Paesi Bassi ospitano un centro di manutenzione dei motori degli F-35 presso la base logistica militare di Woensdrecht e contano diverse aziende coinvolte nella produzione di componentistica per il caccia multi-ruolo. Ogni modello contiene parti prodotte da imprese olandesi.

In ossequio alla sentenza del febbraio scorso, secondo le ong, il governo ha effettivamente smesso di fornire questi prodotti a Israele ma, in violazione del medesimo verdetto, non si assicura che le parti vendute ad esempio agli Stati Uniti non finiscano poi allo Stato ebraico.

Secondo l’emittente pubblica olandese Nos, che cita alcuni documenti giudiziari, il governo olandese ha riconosciuto di non poter impedire che le componenti inviate negli Stati Uniti finiscano poi a Israele. Gli Stati Uniti, stando a quanto emerge dai documenti, inviano parti di caccia di fabbricazione olandese ad altri Paesi come parte di un pool globale di componenti da cui si rifornisce lo Stato ebraico.

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