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L’oro della Turchia: il business dell’edilizia che ha stravolto l’aspetto del Paese e il suo tessuto

Il libro di Giovanna Loccatelli descrive i grandi progetti realizzati da Erdogan e una società in cui le barriere sociali e architettoniche sono all'ordine del giorno. Postfazione a cura di Alberto Negri

Di Redazione TPI
Pubblicato il 3 Feb. 2020 alle 17:38 Aggiornato il 3 Feb. 2020 alle 17:44
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Immagine di copertina

L’oro della Turchia: il business dell’edilizia che ha stravolto l’aspetto del paese e il suo tessuto

Recep Tayyip Erdoğan è l’architetto della yeni Türkiye, la “nuova Turchia”.

Nella sola città di Istanbul, sono stati costruiti progetti a dir poco megalomani. In alcune zone, i grattacieli si sono moltiplicati. I centri commerciali sono diventati il segno distintivo di un nuovo modo di vivere. Le comunità residenziali chiuse hanno accentuato il fenomeno della segregazione spaziale. L’urbanizzazione selvaggia ha scardinato il tessuto sociale di interi quartieri. Uno stravolgimento che ha investito non solo le città ma anche i cittadini: la classe media si è allargata e il divario tra ricchi e poveri è aumentato drammaticamente. Tutto questo è l’oro della Turchia voluto fortemente da Erdoğan e che oggi, complice una forte crisi economica, potrebbe smettere di luccicare.

Il volume della giornalista freelance Giovanna Loccatelli descrive i grandi progetti che sono stati realizzati e quelli ancora in cantiere. Racconta una società, soprattutto nelle grandi città, in cui alte barriere sociali e architettoniche sono all’ordine del giorno. Mette l’accento sulle fragilità di un’intera categoria sociale, i beyaz Türkler. Spiega come la vittoria di Ekrem İmamoğlu sia anche la rivincita dell’ambientalismo contro l’iper-urbanizzazione targata Akp. Risponde, infine, a una domanda: fino a quando durerà l’oro della Turchia di Recep Tayyip Erdoğan?

Giovanna Loccatelli, giornalista freelance, ha collaborato tra gli altri con “The Guardian”, “la Repubblica”, “La Stampa”, “The Post Internazionale”, “Huffington Post Italia”, “Il Fatto Quotidiano”.

Negli ultimi dieci anni ha vissuto prima al Cairo e poi a Istanbul. Ha pubblicato Twitter e le rivoluzioni (Editori Riuniti, 2011), sul ruolo dei social network nella primavera araba, e Diario di una giornalista italiana (Al Arabi, 2015, prima edizione in arabo) sulla sua esperienza lavorativa in Egitto dal 2011 al 2014.

La postfazione del libro è a cura di Alberto Negri.

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