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Secondo l’Onu Julian Assange è detenuto illegalmente

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Il fondatore di WikiLeaks si trova nell'ambasciata ecuadoriana di Londra dal 2012 per evitare l'estradizione in Svezia, dove è accusato di stupro

Il comitato delle Nazioni Unite chiamato a esprimersi sulla detenzione del fondatore di WikiLeaks Julian Assange dovrebbe annunciare venerdì 5 febbraio 2016 che l’uomo è stato detenuto arbitrariamente, secondo quanto appreso dalla Bbc.

Nel 2010 le autorità svedesi avevano mosso diverse accuse di aggressione sessuale contro Assange, cittadino australiano di 44 anni. La Svezia aveva emesso un mandato di cattura europeo, e le autorità britanniche lo avevano arrestato. 

Due anni più tardi, nel 2012, l’uomo – che nega con forza le accuse – si era rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador di Londra dopo che la Corte suprema britannica aveva deciso per la sua estradizione.

Nel 2014 Assange aveva denunciato di essere soggetto a “detenzione arbitraria” perché, di fatto, non poteva lasciare l’ambasciata senza essere arrestato.

Agenti di Scotland Yard hanno stazionato a lungo fuori dall’ambasciata ecuadoriana nel Regno Unito e solo a ottobre 2015 la polizia britannica ha rinunciato al posto di guardia per via del costo dell’operazione di sorveglianza.

Nel 2015 due dei capi d’accusa nei confronti di Assange erano stati fatti cadere, ma ancora oggi il fondatore di WikiLeaks è accusato del crimine più grave: stupro.

In attesa che il gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria dell’Onu si esprimesse sul caso, Assange aveva reso noto su Twitter che si sarebbe consegnato nel caso in cui le Nazioni Uniti si fossero espresse in suo sfavore, aggiungendo però anche che, in caso contrario, il mandato di arresto nei suoi confronti sarebbe dovuto essere ritirato.

Sul comunicato si legge: “Qualora l’Onu dovesse annunciare domani che ho perso il mio ricorso contro il Regno Unito e contro la Svezia, uscirò dall’ambasciata a mezzogiorno della giornata di venerdì e accetterò l’arresto della polizia britannica poiché non vi è nessuna prospettiva di ulteriori appelli. Tuttavia, se il mio ricorso dovesse essere accolto e gli stati coinvolti fossero dichiarati colpevoli di aver agito illegalmente, mi aspetto che mi venga immediatamente restituito il passaporto e che cessi qualsiasi tentativo di sottopormi all’arresto”.

Il comitato dell’Onu emetterà ufficialmente il suo verdetto venerdì 5 febbraio.

La polizia metropolitana britannica ha però fatto sapere che il mandato resta effettivo e che Assange sarà arrestato qualora dovesse lasciare l’ambasciata. Di fatto, l’opinione espressa dal comitato dell’Onu non vincola le autorità britanniche e quelle svedesi a conformarvisi.

Una portavoce del governo britannico ha commentato: “Abbiamo sempre affermato con chiarezza che Assange non è mai stato detenuto arbitrariamente dal Regno Unito, ma ha di fatto volontariamente evitato il legittimo arresto scegliendo di rimanere all’interno dell’ambasciata ecuadoriana”.

Nel corso della sua storia dal 2006 a oggi, il sito di Julian Assange WikiLeaks ha portato allo scoperto milioni di informazioni fino ad allora segrete, tra cui documenti classificati e cablogrammi diplomatici appartenenti a diversi paesi, Stati Uniti d’America compresi. 

Nel 2013 la Dreamworks Pictures ha prodotto il film The Fifth Estate sulla vita di Julian Assange, interpretato da Benedict Cumberbatch e diretto dal regista americano Bill Condon.

WikiLeaks tuttavia aveva messo in guardia gli spettatori riguardo la scarsa aderenza alla verità del film.

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