Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 20:37
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Obama critica Regno Unito e Francia per la gestione della Libia dopo il conflitto del 2011

Immagine di copertina

Il presidente degli Stati Uniti ha attaccato David Cameron e Nicolas Sarkozy definendoli “scrocconi” (“free riders”) e "distratti" rispetto alla situazione libica

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha criticato in un’intervista a The Atlantic l’operato del premier britannico David Cameron e dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy per il caos in cui è sprofondata la Libia dopo le operazioni militari contro Gheddafi nel 2011.

Secondo il capo della Casa Bianca Gran Bretagna e Francia si sarebbero comportate come alleati “scrocconi” (“free riders”), impazienti di trascinare gli Stati Uniti in complessi conflitti settari che talvolta hanno poco a che fare con gli interessi americani, e senza “pagare la loro quota”.

Obama ha rimproverato a Cameron di essere stato troppo “distratto” dalle questioni domestiche per occuparsi seriamente della Libia nei mesi successivi all’intervento, e a Sarkozy di essersi solo interessato a sfruttare elettoralmente i bombardamenti invece di assicurare la pacificazione del Paese nordafricano e la nascita di un nuovo governo.

“È stato un errore il mio sostegno all’intervento Nato, in parte motivato dal fatto che mi sarei aspettato, vista la vicinanza della Libia, un impegno maggiore di Londra e Parigi soprattutto nella gestione del follow up”, ha riconosciuto il presidente degli Stati Uniti.

I commenti di Obama arrivano in una fase delicata nella crisi libica, mentre la sua amministrazione sta discutendo su un intervento militare più esteso per impedire alle milizie dell’Isis di guadagnare terreno in una nazione ancora priva di un unico governo centrale.

Ma le taglienti dichiarazioni hanno anche lo scopo di difendere il candidato di punta dei democratici, Hillary Clinton, nella corsa alla Casa Bianca, affinché possa smarcarsi dagli attacchi dei repubblicani per l’instabilità che ha seguito l’intervento contro Gheddafi, da lei voluto quando era segretario di Stato.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Un nuovo Commonwealth con i Paesi europei più ostili alla Russia: il piano di Boris Johnson
Esteri / Muskgate: l’accusa di molestie e il giallo dei 250mila dollari pagati da SpaceX
Esteri / L’Oklahoma approva la legge contro l’aborto: è la più restrittiva degli Usa
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un nuovo Commonwealth con i Paesi europei più ostili alla Russia: il piano di Boris Johnson
Esteri / Muskgate: l’accusa di molestie e il giallo dei 250mila dollari pagati da SpaceX
Esteri / L’Oklahoma approva la legge contro l’aborto: è la più restrittiva degli Usa
Esteri / La disperata fuga in auto sulle strade del Donbass tra le bombe dei russi
Esteri / Guerra in Ucraina, Lavrov, il piano di pace italiano "non è serio". L'Italia revoca 4 onorificenze ai russi "per indegnità"
Esteri / Strage in Texas, chi è Salvador Ramos: il killer che ha sparato a scuola uccidendo 19 bambini
Esteri / Dopo 11 anni, una consulente di Shell si dimette e accusa l’azienda: “Ha causato danni estremi all’ambiente”
Esteri / Elon Musk sulla crisi demografica in Italia: “Se continua così non ci saranno più italiani”
Economia / Soros scrive a Draghi: “Tasse sul gas russo per punire Putin”
Esteri / Strage in Texas, la rabbia del coach Nba Steve Kerr che irrompe in conferenza stampa: “Non parlerò di basket”