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Home » Esteri

L’indiscrezione del New York Post: “Trump vorrebbe il presidente della Fifa Gianni Infantino come nuovo segretario generale dell’Onu”

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Il presidente della Fifa Gianni Infantino e Donald Trump alla finale dei Mondiali 2026 a New York. Credit: PSNEWZ/SIPA / AGF

Il presidente Usa non ne ha ancora parlato con il diretto interessato, che non ha commentato le indiscrezioni e ha già annunciato la propria candidatura per la rielezione a n. 1 del calcio mondiale. Da segretario dell'Onu dovrebbe rinunciare a uno stipendio di circa 6 milioni di dollari all'anno, accontentandosi dei circa 418mila percepiti da Guterres

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vorrebbe che Gianni Infantino, attuale numero uno della Fifa, diventasse il prossimo segretario generale delle Nazioni Unite al posto di António Guterres, il cui mandato scadrà alla fine di dicembre. L’indiscrezione è stata pubblicata dal quotidiano statunitense The New York Post, che cita in proposito “una fonte vicina” all’inquilino della Casa bianca.
Il prossimo segretario generale dell’Onu dovrà essere eletto quest’anno per sostituire l’ex premier portoghese. Per ottenere l’incarico, il suo successore avrà prima bisogno dell’approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, composto da 15 Paesi membri, di cui cinque (Usa, Cina, Russia, Regno Unito e Francia) con diritto di veto, e poi della conferma dell’Assemblea generale.
Trump, ha rivelato la fonte anonima al quotidiano newyorkese, crede che Infantino “sia rispettato da tutti in tutto il mondo e riconosce che ha una capacità speciale di unire le persone”. L’attuale presidente della Fifa ha stretto un forte legame con l’inquilino della Casa bianca, arrivando persino a conferirgli, nel dicembre scorso, il primo “Fifa Peace Prize” della storia, un riconoscimento inventato appena tre settimane dopo che Trump era stato scartato per il Nobel per la Pace, senza che il Consiglio della federazione fosse mai stato consultato sui criteri di assegnazione.

Candidati “insipidi”
Non è ancora chiaro se il 56enne Infantino, dal 2016 alla guida della Fifa, desideri l’incarico e nemmeno se l’inquilino della Casa bianca ne abbia discusso con il diretto interessato. Ma l’idea di nominare il dirigente sportivo svizzero alla più alta carica delle Nazioni Unite stravolgerebbe la prevista selezione di un candidato proveniente dall’America Latina o dai Caraibi, una regione rappresentata l’ultima volta dall’ex premier del Perù, Javier Pérez de Cuéllar, che servì come segretario generale dell’Onu tra il 1982 e il 1991.
Trump, secondo una fonte a conoscenza della questione citata dal quotidiano newyorkese, considererebbe gli attuali candidati a succedere a Guterres dei personaggi “insipidi”. Tra questi figurano l’ex presidente socialista cilena Michelle Bachelet, contro cui gli Stati Uniti potrebbero porre il veto, e l’argentino Rafael Grossi, attuale direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), che potrebbe invece incappare nella contrarietà del Regno Unito a causa della disputa tra Londra e Buenos Aires sulle Isole Falkland.
A questi ultimi si aggiungono poi la segretaria generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (Unctad) ed ex vicepresidente del Costa Rica, Rebecca Grynspan; l’ex ministra degli Esteri della Guyana, Carolyn Rodrigues-Birkett; l’ex presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu ed ex ministra degli Esteri dell’Ecuador, María Fernanda Espinosa; e l’ex capo di Stato del Senegal nonché ex presidente dell’Unione africana, Macky Sall.

LEGGI ANCHE: [Chi è Gianni Infantino, il capo della Fifa che obbedisce a Trump]

L’idea di Gianni Infantino all’Onu
“Solo il presidente Trump poteva avere un’idea così geniale”, ha commentato al New York Post Paolo Zampolli, l’imprenditore e diplomatico italo-americano nominato inviato speciale degli Stati Uniti per le partnership globali e che è stato, tra l’altro, ambasciatore presso l’Onu per la Dominica. “C’è una certa somiglianza”, ha detto Zampolli, tra il ruolo di presidente della Fifa e quello di segretario generale delle Nazioni Unite. “Alle Nazioni Unite bisogna trattare con 193 Stati membri”, ha ricordato l’imprenditore, da anni amico personale del tycoon. “Nella Fifa ci sono oltre 200 membri. L’ottimo curriculum di Gianni dimostra che sa come gestire queste relazioni”. Tuttavia, l’imprenditore e diplomatico italo-americano, presente alla finale dei Mondiali del 19 luglio scorso insieme a Infantino, ha ammesso di non aver discusso l’idea con il diretto interessato e di essere rimasto sorpreso dall’indiscrezione.
La scelta dell’attuale presidente della Fifa permetterebbe all’amministrazione statunitense di godere di una figura “amica” ai vertici delle Nazioni Unite, criticate più volte da Trump per “l’inazione” dimostrata nel risolvere i principali conflitti mondiali. Motivo per cui, l’anno scorso, il presidente Usa si è prodigato per creare il cosiddetto “Board of Peace”, una sorta di Onu alternativa, a inviti, a pagamento e presieduta a vita dal tycoon, inaugurata il 19 febbraio scorso presso il Donald J. Trump Institute for Peace di Washington DC.
D’altra parte, da quando è tornato alla Casa bianca nel gennaio 2025, Trump ha drasticamente ridotto i contributi statunitensi alle Nazioni Unite e ha ritirato gli Usa da molti degli enti collegati, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), l’Unesco e il Consiglio Onu per i diritti umani. La nomina di Infantino potrebbe migliorare i rapporti di Trump con l’Onu, ma il presidente della Fifa dovrebbe rinunciare al lauto stipendio di circa 6 milioni di dollari all’anno percepito dalla federazione, accontentandosi dei circa 418mila corrisposti al segretario generale delle Nazioni Unite. Al momento, il diretto interessato non ha commentato le indiscrezioni del quotidiano newyorkese, avendo già annunciato la propria candidatura per la rielezione a presidente della Fifa, che verrà scelto nel marzo del prossimo anno.

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