Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 23:39
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

Brexit: falliti i negoziati tra Conservatori e Laburisti. May pronta a dimettersi a giugno

Immagine di copertina
Nessun accordo raggiunto sulla Brexit Credits Ansa

Negoziati Brexit falliti | Flop per i negoziati sulla Brexit nel Regno Unito. Il partito conservatore dei Tory e quello progressista dei Labour non arrivano a un accordo.

La lettera di Corbyn – Ad annunciarlo è stato il leader laburista Jeremy Corbyn, in una nota diretta alla premier Theresa May nella quale scrive che dopo sei settimane di colloqui si è arrivati “fin dove si poteva”. Un nulla di fatto nella sostanza.

La risposta di Theresa May – Nella risposta a questa lettera la May attribuisce ai Labour una maggiore responsabilità per lo stallo: “Non siamo stati in grado di superare il fatto che non c’è una posizione comune nel Labour fra chi vuole attuare la Brexit e chi vuole tenere un secondo referendum che potrebbe rovesciarla”, scrive.

> Sondaggi europee 2019 17 maggio: boom di Farage al 35 per cento, i Tory crollano al quinto posto

Le dichiarazioni precedenti – Giovedì 16 maggio Theresa May aveva annunciato le sue dimissioni al gruppo politico dei parlamentari Conservatori nel caso in cui il Parlamento avesse respinto di nuovo l’accordo su Brexit negoziato tra il suo governo e l’Unione Europea. Pochi giorni prima, aveva comunicato la sua intenzione di presentare di nuovo lo stesso accordo al Parlamento. Questa sarebbe la quarta volta.

Secondo referendum – Il partito laburista britannico non esclude la possibilità di appoggiare un secondo referendum sulla Brexit, dopo il fallimento dei negoziati con il governo Tory di Theresa May su un accordo di compromesso, ma non come rivincita rispetto al 2016, bensì solo come ultima chance per evitare un eventuale rischio di uscita senz’accordo (no deal) dall’Ue.

La reazione della sterlina – Intanto, dopo la notizia del fallimento dei negoziati sulla Brexit, si è verificato un calo immediato della sterlina. La moneta britannica ha avuto un immediato contraccolpo negativo rispetto al dollaro e all’euro, calando in particolare di uno 0,3 percento, ai minimi da gennaio, rispetto alla valuta Usa.

I sondaggi – La grande confusione in tema Brexit di conservatori e laburisti pesa sulle scarse performance dei laburisti e dei conservatori nei sondaggi che precedono le elezioni europee del prossimo 26 maggio. I numeri parlano di un boom di Farage al 35 per cento, e dei Tory che crollano invece al quinto posto.

> Tutte le notizie e gli ultimi aggiornamenti sulla Brexit

Ti potrebbe interessare
Esteri / Il presidente delle Filippine Duterte minaccia l’arresto per chi rifiuta il vaccino
Esteri / Madrid concede la grazia ai separatisti catalani condannati per il referendum del 2017
Esteri / Un messaggio in bottiglia ha unito due adolescenti attraverso l’Oceano Atlantico, a distanza di 3 anni
Ti potrebbe interessare
Esteri / Il presidente delle Filippine Duterte minaccia l’arresto per chi rifiuta il vaccino
Esteri / Madrid concede la grazia ai separatisti catalani condannati per il referendum del 2017
Esteri / Un messaggio in bottiglia ha unito due adolescenti attraverso l’Oceano Atlantico, a distanza di 3 anni
Esteri / “Le guardie libiche violentano le minorenni nei centri di detenzione”
Esteri / Svezia, sfiduciato il governo per la prima volta. Scontro sulla legge per liberalizzare gli affitti
Esteri / “L’Unione Europea ha un piano per tagliare le serie tv britanniche da Netflix e Amazon”
Esteri / Cina, il Covid non ferma il festival di Yulin: “Trucidati migliaia di cani”
Esteri / Quell’umanità in fuga tra macerie e ricordi
Esteri / Un “caso Floyd” in Europa: vittima un uomo di etnia Rom
Esteri / L'obbedienza agli Usa non è una virtù: vuol dire essere succubi del capitalismo finanziario (di A. Di Battista)