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Nagorno-Karabakh, firmato “cessate il fuoco totale” tra Armenia e Azerbaigian

Dopo la notizia una folla infuriata ha assaltato la sede del governo armeno

Di Anna Ditta
Pubblicato il 10 Nov. 2020 alle 07:53
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Immagine di copertina
Il tetto della cattedrale di Ghazanchetsots a Shushi, in Nagorno Karabakh, dopo il bombardamento delle forze azere. Credit: Celestino Arce Lavin/ZUMA Wire

Il premier armeno, Nikol Pashinyan, ha annunciato di aver firmato un “doloroso” accordo con Azerbaigian e Russia per mettere fine al conflitto in Nagorno-Karabakh, regione autonoma a maggioranza armena, da decenni contesa tra Erevan e Baku, che da fine settembre si trova al centro di nuovi scontri che hanno causato centinaia di morti.

Pashinyan ha riferito che l’intesa è stata firmata dopo “una profonda analisi della situazione militare”. Si è trattato di una decisione “indicibilmente dolorosa, per me personalmente e per la nostra gente”, ha affermato il premier, annunciando che parlerà al paese “nei prossimi giorni”. Anche il presidente russo, Vladimir Putin, ha confermato che Armenia e Azerbaigian hanno firmato “un cessate il fuoco totale” in Nagorno-Karabakh per mettere fine ai combattimenti.

L’Azerbaigian ha definito il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh una “capitolazione” dell’Armenia. Il presidente azero Ilham Aliyev ha affermato che il nemico è stato “costretto a firmare questo documento”. “Questa è essenzialmente una capitolazione” ha aggiunto, definendo l’accordo di “importanza storica”. Ha aggiunto di aver dato all’Armenia un breve lasso di tempo per ritirare le truppe dal Nagorno-Karabakh e che la Russia e l’alleato dell’Azerbaigian, la Turchia, saranno coinvolti nell’attuazione del cessate il fuoco.

Cessate il fuoco in Nagorno-Karabakh, scoppiano le proteste in Armenia

Dopo la notizia, nel paese sono scoppiate le proteste e una folla infuriata ha assaltato la sede del governo. Già nelle scorse settimane il premier armeno era finito nel mirino delle critiche in patria per gli insuccessi militari nel conflitto con gli azeri, le cui forze hanno conquistato Shushi, la seconda città del Nagorno-Karabakh.

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