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Proteste in Myanmar: morta giovane manifestante ferita alla testa da un proiettile

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 19 Feb. 2021 alle 10:14
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Immagine di copertina
credit: Ansa foto

La donna di 20 anni che la scorsa settimana è stata colpita alla testa durante le manifestazioni contro il golpe in Myanmar è morta. Lo ha annunciato l’ospedale nel quale era ricoverata. “Confermiamo che la morte” della giovane “è avvenuta alle 11”, ha riferito un medico dell’ospedale nel quale era ricoverata aggiungendo che il suo corpo è stato già portato all’istituto di medicina legale per l’autopsia.

Mya Thwate Thwate Khaing, questo il nome della ventenne, era stata colpita con un proiettile alla testa lo scorso 9 febbraio durante una protesta contro il golpe in Birmania a Naypyidaw, la capitale amministrativa. Un video della sparatoria, avvenuta nella capitale Nay Pyi Taw il 9 febbraio e condiviso sui social, è stato verificato dagli esperti del Crisis Evidence Lab della Ong Amnesty International.

Il terribile video registra il momento esatto in cui la giovane donna, identificata sui social come la diciannovenne Mya Thwe Thwe Khaing, viene colpita da un proiettile nella parte laterale della testa mentre si allontana dalle forze di sicurezza. Quando le hanno sparato si stava rifugiando dietro la fermata del bus con altri manifestanti per proteggersi dai cannoni ad acqua.

All’inizio di questa settimana, decine di migliaia di persone sono scese in piazza in molte città di Myanmar, tra cui Nay Pyi Taw e le due maggiori città del paese, Yangon e Mandalay, per protestare in maniera pacifica contro il colpo di stato dei militari. Nel tentativo di disperdere le proteste, le forze di sicurezza hanno risposto con proiettili veri, proiettili di gomma, gas lacrimogeno e cannoni ad acqua.

I principi di base delle Nazioni Unite sull’uso della forza e delle armi da fuoco da parte della polizia stabiliscono che le forze di sicurezza devono esaurire tutti i mezzi non violenti prima di impiegare la forza come ultima risorsa. Inoltre, questi principi stabiliscono che le autorità debbano ricorrere alla massima moderazione e facciano ricorso all’utilizzo di armi da fuoco esclusivamente per proteggersi da un’imminente minaccia di morte o gravi ferite e quando non sussista pericolo di morte o ferimento per le persone estranee ai fatti. È sempre illegale sparare sulla folla in maniera indiscriminata.

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