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Il museo del sesso di New York assume nuovo personale

Immagine di copertina
Una sala del museo del sesso di New York

Fondato nel 2002 a New York, da allora racconta la sessualità in tutte le sue sfaccettature senza censura. Ora cerca un nuovo direttore e degli assistenti di galleria

Il museo del sesso di New York cerca personale e un direttore

A New York ci sono molti musei famosi di arte, come il Metropolitan Museum of Art, il Moma, il Guggenheim e tanti altri, ma ci sono anche musei dedicati ad altre tematiche.

Il Museum of Sex al 233 5th Ave di New York è nato nel 2002,  con lo scopo di raccontare la sessualità in ogni sua sfaccettatura, senza censura.

Il museo ha recentemente comunicato di essere alla ricerca di un nuovo direttore e di personale di galleria.

Il candidato ideale per il ruolo di direttore deve avere almeno tre anni di esperienza nel settore, deve saper concepire e gestire nuovi eventi e ovviamente amministrare tutti gli altri aspetti del museo come quello finanziario.

Le candidature dovranno essere mandate employment@museumofsex.com insieme al curriculum vitae e una lettera di presentazione.

In questo museo vi sono mostre che vanno dalla vita sessuale degli animali a una installazione chiamata “Jump for Joy” la quale, come riportato dal sito ufficiale ” incarna il contesto culturale e la storia di erotismo ispirato ai luna park”.

Inoltre vengono regolarmente ospitate mostre ed eventi come quella di Nobuyoshi Araki, “The incomplete araki: sex, life, and death in the works”, attualmente in corso.

L’intento dell’artista, come dichiarato dal sito stesso del museo, è di “fare fotografie che mantengano la loro incompletezza. Non voglio che perdano la loro realtà, presenza, velocità, calore o umidità. Pertanto, mi fermo e riprendo prima che diventino raffinate o sofisticate”.

Le opere di Araki saranno disponibili sino al 31 agosto 2018.

Tra le mostre attualmente in corso ci sono “celestial bodies: the couples vr experience”, la quale sfrutta la realtà aumentata per farti immergere in una realtà, come riporta il sito stesso,  che “incoraggia gli utenti a muoversi liberamente all’interno dell’ambiente controllato in cui il movimento dell’utente e la partecipazione attiva sono parte integrante dell’esperienza”.

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