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Home » Esteri

Moscopoli, sullo smartphone di Savoini trovata una foto dell’accordo tra la Lega e i russi

Immagine di copertina

Soldi russi alla Lega, sullo smartphone di Savoini trovata una foto con i termini dell’accordo con i faccendieri di Mosca

Nuovi particolari sulla vicenda “Moscopoli” inguaiano Salvini, Savoini e la Lega. Sui telefoni di Gianluca Savoini e degli altri italiani presenti al Metropol di Mosca sono stati trovati i termini degli accordi per la spartizione dei 65 milioni di dollari che sarebbero dovuti arrivare dalla Russia alle casse della Lega. È una foto di un foglio di carta scritto a mano a complicare ancora di più la già spinosa faccenda. Su quel foglio vi era l’accordo per la compravendita di una partita di gasolio con uno sconto sul prezzo della fornitura, come scrive il quotidiano Repubblica.

L’incontro al Metropol di Mosca risale al 18 ottobre dell’anno scorso. A parteciparvi erano stati l’ex portavoce di Matteo Salvini e presidente dell’associazione Lombardia-Russia Gianluca Savoini, l’avvocato Gianluca Meranda, il consulente bancario Francesco Vannucci, e tre funzionari russi.

Il “pizzino” trovato sugli smartphone, con cifre e percentuali dell’accordo spiega che agli intermediari dell’affare sarebbero dovute andare delle percentuali, il 4 ai leghisti e il 6 ai russi. I pm De Pasquale, Spadaro e Ruta che indagano sulla trattativa, considerano questo foglio come una prova che l’accordo quel giorno era stato raggiunto.

I tre faccendieri della Lega al centro della vicenda “Moscopoli” sulla maxitangente russa sono indagati per corruzione internazionale.

Il pizzino confermerebbe quanto già rivelato nell’audio diffuso dalla testata statunitense Buzzfeed a luglio 2019 che fece venire alla luca l’intera vicenda Moscopoli.

“L’idea come concepita dai nostri ragazzi politici è che, con uno sconto del 4 per cento, 250.000 più 250.000 al mese per un anno, possono sostenere una campagna”, erano i termini dell’accordo proposto da Gianluca Meranda ai russi Andrey Yuryevich Kharchenko e Ilya Andreevich Yakunin. Ai russi sarebbe andato il 6 per cento.

“Farò solo uno screenshot qui e ve lo manderò in modo che siamo sincronizzati. Ok, signori, penso che le cose stiano andando nella giusta direzione”, dice ancora uno dei faccendieri della Lega.

L’acquirente finale della fornitura di gasolio con lo sconto pattuito del 10 per cento sarebbe dovuto essere Eni, come scrive Repubblica.

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