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Il mondo in cui viviamo è tutto una grande realtà simulata?

Diversi magnati statunitensi della Silicon Valley si stanno impegnando a studiare l'ipotesi che il mondo sia un'enorme simulazione, come nel film Matrix

Di TPI
Pubblicato il 12 Ott. 2016 alle 11:56 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:33
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Immagine di copertina

La trama di Matrix, film-culto del 1999 con Keanu Reeves protagonista, era basata su un concetto semplice da esporre ma di portata rivoluzionaria: che tutto il mondo e i suoi miliardi di abitanti fossero in realtà entità virtuali all’interno di una gigantesca simulazione ordita da un’invisibile organizzazione.

Se questa però era la base di partenza di un film di fantascienza, diciassette anni dopo scienziati e personaggi molto influenti nel mondo della tecnologia non sembrano trattare l’idea solo come il frutto della fantasia di uno sceneggiatore hollywoodiano ma come una possibilità reale.

In particolare Elon Musk, amministratore delegato di Tesla, compagnia specializzata in automobili elettriche e missioni spaziali (compreso il progetto, anch’esso quasi fantascientifico, di colonizzare Marte), ha espresso la convinzione che ci sia “una possibilità su un miliardo” che il mondo stia vivendo in una realtà simulata.

(Qui un intervento in cui Elon Musk spiega la sua posizione. L’articolo continua in basso) 

Anche l’amministratore delegato della compagnia della Silicon Valley Y Combinator Sam Altman, uno dei più potenti imprenditori
tecnologici del momento, sembra essere convinto che esista questa possibilità, e ha dichiarato al New Yorker che altri potenti del mondo della tecnologia hanno addirittura coinvolto segretamente degli scienziati per trovare un modo di dimostrare questa simulazione ed eventualmente uscire da essa.

Già nel 2003 Nick Bostrom, dell’Università di Oxford, aveva suggerito in un articolo intitolato Are You Living In a Simulation? l’ipotesi di una civiltà “post-umana” molto avanzata e con grandi conoscenze nel campo dell’informatica, che avrebbero potuto decidere di dare luogo a simulazioni delle vite dei loro antenati nell’universo.

Anche Rich Terrile, uno scienziato del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, ha dichiarato che “presto non ci sarà nulla che impedisca tecnicamente di costruire macchine che abbiano una propria coscienza”, una volta dimostrato che la coscienza non ha nulla di “soprannaturale”, ma che sia qualcosa di riproducibile una volta raggiunta la tecnologia per imitare quei processi cerebrali.

Secondo Elon Musk “Quarant’anni fa avevamo videogiochi come Pong – due rettangoli e una pallina. Ora, quarant’anni più tardi, abbiamo simulazioni realistiche in 3D con
milioni di persone che giocano contemporaneamente, e presto avremo la realtà virtuale, avremo la realtà aumentata. Se le cose continueranno con questo tasso di miglioramento progressivo, i videogiochi diventeranno indistinguibili dalla realtà”.

Non tutti però sono così convinti di tale ipotesi, tra questi Max Tegmark, professore di fisica al MIT, che a proposito ha dichiarato: “È logicamente possibile che ci troviamo in una simulazione? Sì. Ci sono probabilità effettive che ci troviamo in una simulazione? Direi di no”.

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