Picchiati, sfregiati e denudati: la tragedia dei migranti al confine tra Grecia e Turchia | FOTO

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 7 Mar. 2020 alle 17:39 Aggiornato il 7 Mar. 2020 alle 18:00
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Immagine di copertina

Migranti picchiati al confine tra Grecia e Turchia: le foto shock

Da quando il presidente della Turchia Recep Tayyp Erdgoan ha aperto la frontiera tra Turchia e Grecia, la situazione per i migranti siriani che cercano di attraversare il confine si fa sempre più disastrosa, con la polizia greca che spara su di loro e cerca di respingerli aldilà del fiume Evros.

Alcune immagini immortalate dal fotografo Belal Khaled mostrano la gravità di questa situazione, sulla pelle delle persone: migranti mezzi nudi, in mutande, che si accalcano attorno a un fuoco per riscaldarsi, mentre si rannicchiano su se stessi; un ragazzo che si abbassa la giacca per esporre le ferite brutali inflitte sulla schiena. Così profonde che ricordano i corpi dei deportati nei campi di concentramento. Invece sta succedendo proprio in queste ore al confine turco-greco, dove da domenica 1 marzo la situazione già precaria di rifugiati e richiedenti asilo che sostano in attesa di ottenere l’asilo sulle isole greche è precipitata vertiginosamente.

Come riporta la giornalista italiana Annalisa Camilli, le persone arrivate a Lesbo dopo il primo marzo sono state fatte salire su una nave militare, che condurrà loro in un centro di detenzione a Serros, nel nord del Paese, dove non sarà permesso di chiedere asilo, in piena violazione della Convenzione di Ginevra del 1951. E se i migranti riferiscono di essere stati denudati e picchiati dopo aver tentato di attraversare il fiume, le autorità greche respingono le accuse, definendole solo “fake news”. Eppure gli ordini sono quelli di scoraggiare in tutti modi l’arrivo dei migranti – oltre 100mila – che scappano dalla Siria, tanto che la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ha definito la Grecia “lo scudo dell’Europa”.

Negli scorsi giorni, le autorità greche sono state filmate mentre usano gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per fermare i gruppi che attraversano il confine, mentre quelle turche hanno sparato raffiche di armi chimiche che possono causare difficoltà respiratorie, irritazione della pelle e dolore al petto. Le persone che scappano dalla guerra si trovano in un vero e proprio limbo, in cui nessuno si occupa di loro: sono bombardati in Siria, maltrattati in Turchia e respinti brutalmente in Grecia.  Oggi, sabato 7 marzo, Erdogan ha ordinato alla guardia costiera turca di impedire alle imbarcazioni di fortuna che partono da Smirne di raggiungere la Grecia via mare. Ma evidentemente anche l’Europa maltratta e respinge i migranti in cerca di un posto sicuro.

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