Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:20
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Messico-Usa: 500 migranti rischiano la deportazione. Trump autorizza l’uso della forza

Immagine di copertina
Credit: Getty Images

La guardia di frontiera ha lanciato dei fumogeni contro i migranti che cercavano di violare il confine tra Usa e Messico

Quarantadue migranti sono stati arrestati dagli agenti di frontiera americana dopo aver cercato di attraversare e “illegalmente e con l’uso della forza” il confine tra Stati Uniti e Messico e altre 500 rischiano di essere deportati.

Centinaia di migranti hanno cercato di entrare in territorio americano passando da Tijuana a San Diego: i militari statunitensi hanno risposto con  il lancio di lacrimogeni per fermare l’avanzata dei migranti.

La televisione messicana di Milenio ha trasmesso diverse immagini di persone che cercavano di saltare la recinzione al confine Usa-Messico, mentre dall’altro lato della frontiera i cittadini americani continuavano a fare acquisti nel centro commerciale.

Dopo quest’ultimo incidente, il presidente Trump ha minacciato di chiudere nuovamente il confine, ma in modo permanente.

“Il Messico dovrebbe riportare i migranti, molti dei quali sono criminali, nei loro paesi d’origine. Usate aerei, bus, quello che volete ma loro non entreranno negli Usa”, ha assicurato l’inquilino della Casa Bianca.

Trump ha anche invitato il Congresso americano a “finanziare il muro di divisione con il Messico”.

Il confine – La tensione continua a salire nella città di Tijuana, dove si trovano oltre 5mila migranti arrivati dall’Honduras. Il 19 novembre centinaia di cittadini sono scesi nelle strade di una città di confine del Messico per protestare contro l’arrivo dei profughi, chiedendo loro di lasciare Tijuana.

Il 24 novembre il giornale americano Washington Post ha riportato che l’amministrazione Trump aveva raggiunto un accordo con il governo messicano di Obrador, che entrerà in carica il primo dicembre, per tenere i richiedenti asilo fuori dal confine statunitense.

Il ministro degli Interni del prossimo governo, però, ha smentito la notizia, specificando che non esiste alcun accordo con Washington.

Intanto, il presidente Trump ha assicurato che i migranti che chiederanno asilo negli Stati Uniti dovranno rimanere in Messico mentre aspettano che le loro richieste vengano elaborate.

“Ai migranti al confine meridionale non sarà permesso di entrare negli Stati Uniti fino a quando le loro richieste non saranno approvate singolarmente nei tribunali. Rimarranno tutti in Messico”, ha scritto su Twitter il presidente Usa.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Terre rare e altre materie critiche: la pistola della Cina puntata alla testa degli Stati Uniti
Esteri / Sudan Connection: la geopolitica del massacro tra oro, armi e interessi internazionali
Esteri / L’esperta del Gruppo di Lavoro Onu contro le Sparizioni Forzate Aua Baldé a TPI: “Le vittime registrate in Sudan non sono nemmeno la punta dell’iceberg”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Terre rare e altre materie critiche: la pistola della Cina puntata alla testa degli Stati Uniti
Esteri / Sudan Connection: la geopolitica del massacro tra oro, armi e interessi internazionali
Esteri / L’esperta del Gruppo di Lavoro Onu contro le Sparizioni Forzate Aua Baldé a TPI: “Le vittime registrate in Sudan non sono nemmeno la punta dell’iceberg”
Esteri / Il genocidio in Sudan di cui non parla nessuno
Esteri / La corsa della Cina alla supremazia tecnologica globale
Esteri / Il direttore del programma di Emergency in Sudan, Matteo D’Alonzo, a TPI: “Si combatte di casa in casa, persino tra familiari. E anche con i droni”
Esteri / Sudan: cronistoria di una guerra dimenticata
Esteri / Il piano di Trump è l’unica via possibile per la pace in Ucraina (di F. Bascone)
Esteri / Altro che trappola del debito: dalla Silicon Valley ai porti di mezzo mondo, ecco l’impero segreto dei prestiti della Cina
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale