Madre alcolizzata si addormenta sul neonato e lo soffoca. Il giudice la assolve: “Non voleva farlo davvero”

La donna beve e uccide il figlio, ma viene assolta. I giudici: "Il verdetto era eccessivo. Marina non voleva farlo davvero"

Di Nicola Simonetti
Pubblicato il 11 Set. 2019 alle 14:10
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Credit: AFP

Madre alcolizzata esce a bere con il neonato e lo uccide. Il giudice la assolve: “È dispiaciuta”

Una madre beve e uccide il neonato, ma viene assolta. È successo in Galles, dove Marina Tilby, 26 anni, ha bevuto così tanto da addormentarsi sul corpo del neonato, soffocandolo. Il bambino è stato trasportato in ospedale, ma non ce l’ha fatta.

Dopo anni di processo, lo scorso giugno Tilby ha ricevuto una condanna di due anni e quattro mesi per crudeltà e negligenza su minore.

Sorprendentemente, però, è stata rilasciata dalla Corte d’appello di Londra, che le ha ridotto la sentenza a 16 mesi prima di sospenderla del tutto.

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La giustificazione dei giudici, che hanno definito il verdetto originale “chiaramente eccessivo”, ha lasciato non pochi indignati.

Il giudice Justice Fraser ha spiegato: “È un caso davvero tragico” ma Marina è “seriamente pentita”.

Stando al verbale, Marina avrebbe portato con sé il piccolo Darrian a bere con la sorella. Il duo avrebbe consumato un paio di birre prima di dirigersi in una discoteca del luogo attorno alle 8,30 di sera.

Testimoni dichiarano di aver visto Marina tenere in braccio il bambino mentre ballava in pista, prima di dirigersi in un caravan del luogo in compagnia di tre uomini.

La madre ricorda di aver allattato Darrian prima di sdraiarsi accanto a lui su un letto matrimoniale. Ma quando la sorella è venuta a cercarla poco dopo, ha trovato Marina addormentata sul corpo del neonato, che era catatonico e sanguinava dal naso.

Nonostante gli sforzi della sorella, Tilby è rimasta incosciente per i fumi dell’alcol per oltre un’ora, mentre il bambino è stato portato in ospedale, dove è morto poco dopo.

Condannando Marina Tilby, il giudice ha accusato la madre di aver intenzionalmente trascurato il benessere del figlio. “È responsabilità di una mamma, dovere persino, e un naturale istinto materno anteporre la cura e sicurezza del figlio di quattro settimane prima di tutto il resto”.

Tuttavia, a seguito di un ricorso presentato dalla Tilby, un nuovo giudice ha riconsiderato la condanna di Marina, che ha definito “una sera di negligenza dovuta a un errore di giudizio” e che altrimenti “Darrian è sempre stato la priorità della madre”.

Il tribunale ha perciò scarcerato la Tilby, che resterà in libertà vigilata per un anno.

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