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Libia, Haftar invia le truppe a Sirte e attacca con un raid aereo Zawiya: tre civili uccisi

Negli ultimi giorni il governo di unità nazionale guidato da Fayez al-Sarraj ha dispiegato pattuglie nei sobborghi della città portuale di Sirte

Di Anna Ditta
Pubblicato il 12 Mag. 2019 alle 13:24 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 08:53
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Combattenti del Governo di Unità Nazionale a Espiaa, 40 km sud di Tripoli, il 29 aprile 2019. Credit: Fadel SENNA / AFP

Libia truppe Haftar Sirte | L’offensiva lanciata dal maresciallo Khalifa Haftar contro la capitale libica Tripoli prosegue. Tre civili sono morti a causa di un raid aereo condotto dal maresciallo su Zawiya, la città della Libia nord-occidentale, 50 chilometri a ovest di Tripoli, dove sorge la principale raffineria del Paese. A dare la notizia sono stati i media governativi libici.

Haftar ha inoltre dispiegato ingenti truppe in direzione di Sirte, secondo quanto riferisce il quotidiano Asharq al Awasat citando fonti militari. La scelta rientrerebbe nel piano messo in atto dal maresciallo per “liberare Tripoli dai terroristi”, secondo quanto dichiarato dai militari.

Sui social circolano immagini di forze militari del maresciallo in marcia verso Sirte, città portuale che si trova a 450 chilometri a est di Tripoli.

Negli ultimi giorni, il governo di unità nazionale guidato da Fayez al-Sarraj ha dispiegato pattuglie nei sobborghi della città.

L’attacco di Haftar va avanti dal 3 aprile 2019, quando l’Esercito nazionale libico guidato dall’uomo forte della Cirenaica ha lanciato la sua offensiva contro il Governo di accordo nazionale guidato da Fayez al Serraj.

Il maresciallo aveva dichiarato, nel dare l’annuncio dell’attacco che il suo obiettivo era combattere “terroristi, criminali e bande armate”.

Il premier libico Serraj, il cui esecutivo è l’unico riconosciuto dalle Nazioni Unite, ha risposto schierando le forze a lui fedeli per contrastare l’avanzata di Haftar, che nei primi momenti del conflitto aveva guadagnato velocemente terreno.

Finora sono 443 le persone rimaste uccise dall’inizio degli scontri, 2.110 i feriti e oltre 60mila gli sfollati, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

A destare preoccupazione sono anche le condizioni dei migranti rinchiusi nei centri di detenzione libici. L’8 maggio uno dei campo di Tajura, a est di Tripoli, è stato colpito. Nel centro ci sono più di 500 detenuti e nell’attacco due persone sono rimaste ferite.

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