Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 12:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Libia, Al Serraj: “Non mi dimetto”

Immagine di copertina
Fayez Al Serraj Credit: Ansa

Il capo del governo di Tripoli aveva annunciato le sue dimissioni per il 31 ottobre, ma ora fa sapere che resterà in carica fino alla formazione del nuovo governo

Fayez al-Serraj, capo del governo di unità nazionale di Tripoli, in Libia, non si dimetterà alla fine di ottobre come aveva annunciato poche settimane fa. A riferirlo è l’agenzia Anadolu, che cita un portavoce del Consiglio presidenziale libico. Il portavoce ha spiegato che Serraj ha deciso di ascoltare gli appelli della Camera, della missione Onu e dei Paesi amici. Serraj aveva annunciato l’intenzione di lasciare l’incarico il 31 ottobre, ma ora il leader libico ha annunciato che resterà in carica fino alla formazione del nuovo governo, come riferisce il Libya Observer.

Il passo indietro del capo del governo di Tripoli è tra le condizioni dell’accordo per il cessate il fuoco raggiunto con il generale Khalifa Haftar, che controlla la parte orientale del Paese. Inizialmente Serraj aveva ribadito che “l’allontanamento degli attuali attori politici consentirà di trovare una via d’uscita” dalla crisi.

Il 9 novembre è previsto in Tunisia l’inizio del secondo tavolo negoziale tra le due fazioni che si contendono la Libia, in preda alla guerra civile dalla deposizione di Muammar Gheddafi, nel 2011. Il governo di Tripoli, in una nota, ha confermato che Serraj ha ricevuto diverse richieste da “nazioni amiche, funzionari Onu e gruppi della società civile” perché resti al suo posto allo scopo di evitare un “vuoto politico”.

Proprio oggi il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, aveva telefonato al leader dell’esecutivo di Tripoli per chiedergli di posticipare le dimissioni annunciate in modo da garantire “continuità” nell’ambito del processo di pace in corso.

Leggi anche: 1. Voci dalla Libia: come cambia il panorama dopo Sarraj /2. Libia, le dimissioni di Sarraj sono un segno di stabilizzazione ma i veri problemi restano armi e petrolio / 3. Libia, l’Italia rischia di ritrovarsi in casa i mercenari siriani di Erdogan e Putin / 4. Libia, rapporto Amnesty International: “Nuove prove delle violenze contro i migranti”. Le colpe dell’Europa e dell’Italia / 5. I pescatori sequestrati in Libia verranno processati da un tribunale militare di Bengasi a ottobre

Ti potrebbe interessare
Esteri / Hormuz: Trump ripristina il blocco navale contro l’Iran e annuncia un "pedaggio" del 20% sul trasporto merci
Esteri / Nuovi raid tra Usa e Iran: Washington bombarda diverse città, Teheran reagisce contro i vicini del Golfo
Esteri / Donald Trump conferma: “Gli Usa continueranno a negoziare con l’Iran, ma il cessate il fuoco è finito”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Hormuz: Trump ripristina il blocco navale contro l’Iran e annuncia un "pedaggio" del 20% sul trasporto merci
Esteri / Nuovi raid tra Usa e Iran: Washington bombarda diverse città, Teheran reagisce contro i vicini del Golfo
Esteri / Donald Trump conferma: “Gli Usa continueranno a negoziare con l’Iran, ma il cessate il fuoco è finito”
Esteri / Così Trump ha trasformato il Venezuela in una colonia petrolifera degli Usa
Esteri / David Graham a TPI: "Trump ha ambizioni autoritarie. Si comporta da bullo. Ma dietro c’è un progetto preciso"
Esteri / Valute digitali, le strategie opposte di Usa e Cina
Esteri / Si rompe il finestrino di un volo Ryanair: passeggero trattenuto per non essere risucchiato
Esteri / Usa: l’aeroporto di Palm Beach, in Florida, è stato ribattezzato in onore di Donald Trump
Esteri / Gli Usa confermano "l'impegno" a rispettare il memorandum con l'Iran: nessun attacco nella notte. Continuano i colloqui
Esteri / L’inquietante regalo di Erdogan ai leader Nato: una pistola con sei proiettili