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Non è vero che l’Italia è ultima in Europa per libertà di stampa

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L’Italia è ultima in Europa per la libertà di stampa: è questo il titolo che campeggia su molti dei quotidiani nazionali che citano l’annuale rapporto di Reporter senza Frontiere divulgato oggi, lunedì 3 maggio, in occasione della Giornata internazionale sulla libertà di stampa. Ma è davvero così? La risposta è no.

Certo Germania, Spagna o Francia, per non parlare dei Paesi scandinavi, sono avanti a noi, ma diversi Stati, sia della zona Euro che dell’Unione Europea, oltre a quelli geograficamente appartenenti al Vecchio Continente, sono in alcuni casi ben lontani dell’Italia, motivo per cui affermare che l’Italia sia ultima in Europa per la libertà di stampa è a dir poco una semplificazione giornalistica.

Cosa dice dell’Italia il report di Rsf

Secondo il World Press Freedom Index l’Italia si conferma al 41° posto, stessa posizione ricoperta l’anno scorso, nella classifica sulla libertà di stampa su un totale di 180 Paesi.

Questo perché, secondo Rsf, in Italia ci sono oltre 20 giornalisti costretti a vivere sotto la protezione delle forze dell’ordine a causa delle minacce ricevute.

“Il livello di violenza contro i giornalisti continua a crescere, soprattutto a Roma e nella regione circostante e nel sud del Paese”, si legge nel rapporto. E ancora: “In generale i politici italiani sono meno virulenti del passato verso i giornalisti”, ma “il giornalismo rischia di essere minato” da “una possibile riduzione dei sussidi statali per i media”.

Nel corso della pandemia di Covid, inoltre, nel complesso “i media italiani hanno potuto continuare a lavorare liberamente”, si legge ancora nel rapporto, mentre il problema principale per i giornalisti sono stati i “negazionisti del Coronavirus” che spesso “hanno minacciato e aggredito fisicamente i giornalisti, specialmente quelli che coprivano l’ondata di proteste di ottobre e novembre 2020”.

Perché l’Italia non è l’ultima in Europa per la libertà di stampa

Il nostro Paese, come detto, si trova al 41° posto della speciale classifica, ma sono diversi i Paesi dell’Ue che vengono dopo l’Italia. Tra questi troviamo la Romania al 48° posto, la Croazia al 56°, la Polonia al 64°, la Grecia al 70°, Malta all’81° (ultima dei Paesi che adottano l’Euro), l’Ungheria al 92° e la Bulgaria al 112°. Oltre a questi Paesi, che figurano tra i 27 Stati Membri dell’Ue, ve ne sono altri, come l’Albania (all’83° posto) o la Bielorussia (al 158° posto) geograficamente appartenenti all’Europa.

Il report di Rsf sulla libertà di stampa

Aldilà dell’Italia cosa dice il consueto report di Rsf sulla libertà di stampa? “Il giornalismo, principale vaccino contro la disinformazione è al momento ostacolato in più di 130 Paesi” si legge nella presentazione del rapporto. Ed è stata anche la pandemia di Covid ad aggravare la situazione in molti dei Paesi sottoposti alla revisione di Rsf.

Secondo il report il 73% dei Paesi valutati è caratterizzato da situazioni ritenute “gravissime”, “difficili” o “problematiche” per la professione giornalistica.

Solo 12 Paesi su 180, ovvero il 7% del totale, mostrano una “buona situazione”: una percentuale, come sottolinea il report, che “non è mai stata così ristretta dal 2013”.

Al primo posto della classifica, per il quinto anno consecutivo, c’è la Norvegia, seguita da Finlandia, Svezia e Danimarca. Al quinto posto c’è il primo Paese non europeo, ovvero la Costa Rica, mentre l’Olanda è al sesto posto.

Seguono Giamaica al settimo posto, Nuova Zelanda, Portogallo e Svizzera che chiude la top ten. Gli Stati Uniti si piazzano poco dopo dietro l’Italia (al 44° posto): secondo il report, infatti, negli Usa “l’ultimo anno di mandato di Donald Trump è stato caratterizzato da un numero record di aggressioni (quasi 400) e arresti di giornalisti (130)”.

Il Brasile “dove il presidente Bolsonaro ha fatto del dileggio ai giornalisti il suo tratto distintivo” precipita al 111° posto, mentre la Russia si piazza al 150° posto della classifica. L’Arabia Saudita si trova al 170° posto, mentre chiude la classifica, al 180° posto, l’Eritrea.

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