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Home » Esteri

La schiavitù nel mondo

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Sono di ogni età e sesso, lavorano in fabbrica e nelle industrie senza alcun tipo di diritto. E sono in aumento dappertutto

In India circa 14 milioni di persone vivono in condizioni di schiavitù, un numero di poco superiore all’intera popolazione della Grecia.

È quanto emerge dal report del Global Slavery Index 2013, pubblicato dalla ngo australiana Walk Free Foundation. Sono di ogni età e sesso, lavorano in fabbrica e nelle industrie senza alcun tipo di diritto. C’è chi già dalla nascita si ritrova con debiti tramandati di generazione in generazione(sarebbero tra i 20 e i 65 milioni gli indiani in questa condizione) e chi invece viene catturato e usato come merce di scambio.

Non solo lavoro forzato, ma anche sfruttamento dei bambini, traffico di esseri umani, impiego dei soldati bambino, matrimoni combinati e prostituzione. Il turismo sessuale e il sistema delle caste sono tra le cause principali di schiavitù in India. I più poveri vengono attratti con false promesse per poi finire a vivere da servi. Una condizione sempre più comune nel secondo paese più popolato al mondo (1,2 miliardi).

La Banca mondiale ha calcolato che nel 2012 il 32.7% della popolazione viveva sotto la soglia della povertà (1.25 dollari al giorno). Ma secondo il rapporto la causa principale del fenomeno è la corruzione.

Nel mondo sono quasi 30 milioni le vittime del lavoro forzato (secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro sarebbero 21). Almeno 162 paesi vivono ancora sotto qualche forma di schiavitù. India, Cina, Pakistan e Nigeria detengono il maggior numero di ‘schiavi’ al mondo. In Mauritania una persona ogni 25 è schiavizzata. Ad Haiti una persona ogni 48 vive sotto una qualche forma di schiavitù.

Gli Usa al centro di un intenso traffico di esseri umani, con 60mila schiavi circa. Ultima in classifica l’Islanda. L’Italia (30°posto) conta 7,919 casi di schiavitù. Ma i numeri sono in aumento dappertutto, anche nei paesi più benestanti. Il report ha ottenuto il sostegno dell’ex segretario di Stato Hillary Clinton e dell’ex premier inglese Tony Blair.

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