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La panchina rosa

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In Francia arriva la prima allenatrice donna in una squadra di calcio maschile di alto livello

La partita tra Brest e Clermont, valida per la Ligue 2 (la serie B francese) non passerà alla storia per il risultato, né per i gol. Verrà ricordata per essere stata la prima partita ufficiale tra le categorie professionistiche in cui a sedere sulla panchina di una delle squadre in campo è stata una donna.

Corinne Diacre, con un passato da capitano della nazionale femminile francese, nel giorno del suo quarantesimo compleanno ha esordito come allenatrice del Clermont con una sconfitta in casa del Brest.

“Non è mai bello perdere”, ha detto. “Ma loro hanno giocato meglio. Noi abbiamo fatto qualche errore, ma anche cose buone. Quest’anno faremo strada”.

Prima della partita, la Diacre è stata accolta dall’allenatore avversario con un bacio e un mazzo di fiori.

Il difensore Cedric Bockhorni ha assicurato che il nuovo “mister” fa lavorare duramente la squadra: “È molto preparata, esigente e attenta allo spirito del gruppo. È come se fosse un uomo”.

Corinne Diacre è stata chiamata ad allenare il Clermont alla fine di giugno, dopo le dimissioni dell’allenatrice che aveva iniziato la stagione, la portoghese Helena Costa, a conferma della volontà di Claude Michy, presidente del club francese, di tingere di rosa la panchina della squadra.

La Costa, soprannominata “la Mourinho in gonnella”, ha abbandonato quasi subito la squadra senza fornire motivazioni ufficiali, anche se si è diffusa la notizia di presunte discriminazioni sessiste da parte dei colleghi maschi.

In Italia c’è stato qualche anno fa l’episodio legato a Carolina Morace. Nel 1999, l’ex calciatrice fu chiamata da Luciano Gaucci ad allenare la Viterbese, in serie C1, salvo poi rassegnare le dimissioni dopo due giornate di campionato.

Anche allora circolò la voce relativa a una presunta incompatibiltà di una donna con lo spogliatoio maschile.

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