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L’apertura di Castro

In un discorso al Parlamento il presidente cubano invoca relazioni civili con gli Stati Uniti

Di Giovanna Carnevale
Pubblicato il 23 Dic. 2013 alle 11:42 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 12:41
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Immagine di copertina

Le relazioni bilaterali con gli Stati Uniti possono generare progresso solo se si rispettano le differenze dell’altro: così Raul Castro si è espresso sabato scorso davanti al Parlamento dell’Avana.

Il presidente cubano ha invocato relazioni civili con il governo statunitense, a patto che non vengano fatte pressioni per accelerare il processo di riforme a Cuba. L’isola, contro la quale gli Stati Uniti mantengono dal 1961 l’embargo economico, ha avviato nell’ultimo periodo una serie di riforme.

Dal 2010, infatti, Raul Castro ha legalizzato la piccola imprenditoria privata in quasi duecento settori, sebbene sottoponendola a una legislazione più restrittiva per non creare concorrenza con le imprese statali. Ha inoltre concesso ai cittadini con abbastanza denaro di acquistare auto nuove o usate da un rivenditore governativo.

“Noi non chiediamo agli Stati Uniti di cambiare il loro sistema politico e sociale”, ha sottolineato Raul Castro, “e non siamo d’accordo a negoziare sopra il nostro”.

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