Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 14:34
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

Khashoggi, uno degli agenti dell’Arabia Saudita coinvolti nell’omicidio si è addestrato in Italia

Immagine di copertina
Maher Abdulaziz Mutreb (in alto a sinistra mentre scende dall'aereo), l'agente saudita vicino al sovrano Mohammad bin Salman addestrato in Italia secondo WikiLeaks

A rivelarlo è una mail pubblicata da WikiLeaks che risale al 2011. L'uomo ha lavorato nell'ambasciata di Londra e come guardia del corpo per il sovrano saudita

Sarebbe stato addestrato in Italia uno dei 15 membri del team di agenti dei servizi dell’Arabia Saudita che secondo fonti turche sarebbero coinvolti nel sequestro e nell’omicidio di Jamal Khashoggi il 2 ottobre 2018.

A rivelarlo sono diversi media internazionali che citano alcuni documenti riservati pubblicati da WikiLeaks che risalirebbero al 2011.

Si tratta di Maher Abdulaziz Mutreb, che in Italia avrebbe ricevuto un addestramento informatico per imparare a utilizzare l’Hacking team software.

L’email pubblicata sul sito di WikiLeaks è stata inviata il 26 gennaio 2011 a un responsabile di Hacking team, azienda italiana che vende software spia a governi e servizi di sicurezza.

Il New York Times cita poi fonti diplomatiche secondo le quali Mutreb nel 2007 era un funzionario nell’ambasciata saudita a Londra.

Non solo, l’agente sarebbe molto vicino al principe della corona Mohamed bin Salman: alcune foto lo ritraggono vicino al re saudita e potrebbe esser stato la sua guardia del corpo.

In alcune immagini infatti Mutreb compare accanto al sovrano saudita nelle sue recenti visite in Francia, Spagna e Stati Uniti.

Nei giorni successivi alla scomparsa di Khashoggi, le autorità e i media turchi hanno diffuso i filmati provenienti dalle telecamere di sorveglianza installate fuori dal consolato saudita a Istanbul.

Le immagini analizzate sono quelle contemporanee all’arrivo nell’edificio del giornalista, avvenuto intorno alle 13.14: nel video si nota anche un furgone nero parcheggiato nelle vicinanze.

I principali sospettati per il presunto omicidio del giornalista saudita sono 15 funzionari sauditi, uno dei quali è stato identificato come un esperto di autopsie, arrivati a Istanbul il 2 ottobre e rimasti nel paese per poche ore.

Le autorità turche hanno rilasciato nomi e fotografie dei membri del gruppo: i documenti sono stati pubblicati dal quotidiano turco Sabah e sono state riprese dai media internazionali.

L’Arabia Saudita nega che il gruppo abbia mai messo piede in Turchia, affermando che gli funzionari sauditi arrivati a Istanbul sono quelli incaricati dal governo di indagare sulla sorte del giornalista.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Regno Unito, le foto-scandalo del ministro della Salute immortalato con l’amante in pieno lockdown
Esteri / Biden sussurra di continuo ai giornalisti durante la conferenza stampa | VIDEO
Esteri / Etiopia: continua la guerra nel Tigray, dove gli aerei del premio Nobel per la pace massacrano i civili
Ti potrebbe interessare
Esteri / Regno Unito, le foto-scandalo del ministro della Salute immortalato con l’amante in pieno lockdown
Esteri / Biden sussurra di continuo ai giornalisti durante la conferenza stampa | VIDEO
Esteri / Etiopia: continua la guerra nel Tigray, dove gli aerei del premio Nobel per la pace massacrano i civili
Esteri / Canada, scoperta una nuova fossa comune di bambini indigeni: resti di 761 persone
Costume / Lettonia, sosia dei Maneskin nella pubblicità della mozzarella e della pizza
Esteri / Scienziato Usa trova prime sequenze del virus: "Cancellate su richiesta dei cinesi"
Esteri / Orban: "La nostra legge non è contro i gay ma sulle famiglie, non la ritiriamo"
Esteri / Miami, crolla palazzo di 12 piani in zona residenziale: “Si temono molte vittime”
Esteri / Morto in carcere il “papà” del primo antivirus per computer
Esteri / Un web designer ha chiamato suo figlio HTML