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Home » Esteri

Un italiano muore in Kenya facendo jogging: possibile attacco di un ippopotamo

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Non si avevano notizie dell'uomo da alcuni giorni

Il 18 febbraio 2019 sulle rive del fiume Sabaki, vicino Malindi, in Kenya, è stato ritrovato il cadavere di un cittadino italiano.

L’uomo, secondo quanto confermato anche da fonti della Farnesina, è un pensionato di 65 anni, Renato Bettini: l’ambasciata italiana di Nairobi sta seguendo il caso e si è messa in contatto con i familiari per prestare loro ogni possibile assistenza.

Secondo le prime ricostruzioni, Bettini stava facendo jogging quando sarebbe stato aggredito da un ippopotamo. A far nascere il sospetto negli inquirenti sono state le ferite ritrovate sul corpo dell’uomo, che fanno appunto supporre che il pensionato sia stato attaccato dall’animale lungo il fiume Sabaki.

Il sto online malindikenya.it scrive che non si avevano notizie di Bettini da giorni: questo quanto riferito dai vicini di casa, che avevano lanciato l’allarme.

Bettini era noto per la sua passione per il jogging e molto spesso andava a correre lungo il fiume che attraversa la città. Proprio lì è stato ritrovato il suo cadavere: l’uomo aveva indosso solo pantaloncini e scarpe da ginnastica e sul suo torace c’erano ferite profonde.

Molto probabilmente il cittadino italiano è stato aggredito tra venerdì o sabato mentre correva lungo le rive del fiume, ma gli inquirenti non escludono che possa aver avuto un malore ed essere stato attaccato in seguito.

“Era un pensionato schivo ma sempre sorridente anche quando non andava a correre in spiaggia, camminava veloce e raramente si fermava per due chiacchiere. Andava a piedi dappertutto”, ha raccontato a malindikenya.it un vicino di casa italiano.

Il fiume Sabaki dista 6 chilometri dalla città di Malindi ed è facilmente raggiungibile via spiaggia. Tuttavia si raccomanda di non addentrarsi troppi lungo il corso per la presenza di ippopotami.

L’animale non è percepito come un pericolo per l’essere umano dai turisti, ma gli ippopotami sono invece noti per la loro aggressività.

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