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Home » Esteri

L’italiana Valeria Solesin è morta negli attentati di Parigi

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Confermata la morte della ragazza veneta di 28 anni che si trovava nel teatro di Bataclan preso d'assalto venerdì 13 novembre

È stata confermata la morte della ragazza italiana Valeria Solesin, di 28 anni, negli attentati che hanno colpito Parigi il 13 novembre 2015. Il ministero degli Esteri italiano lo ha confermato.

L’annuncio arriva dal console generale italiano a Parigi Andrea Cavallari, che si trova all’istituto medico-legale di Place Mazas, dove sono arrivati anche gli amici della vittima per identificare il corpo della vittima e l’ambasciatore italiano a Parigi, Giandomenico Magliano.

Il padre Alberto Solesin, dalla casa di famiglia di San Marcuola, aveva già dichiarato nella mattina che “nostra figlia è morta, abbiamo la certezza, manca solo l’ufficialità per motivi burocratici”.

A rendere complicato il riconoscimento della ragazza è stata l’assenza dei documenti. 

La ragazza veneta di 28 anni si trovava al concerto rock della band Eagles of Death Metal nel teatro Bataclan quando gli attentatori sono entrati nell’edificio e hanno aperto il fuoco. Valeria si trovava con il suo ragazzo, la sorella del fidanzato e il ragazzo di quest’ultima.

Non appena aperto il fuoco, i ragazzi si sono divisi e Valeria ha perso la borsa con i documenti e il cellulare. I ragazzi sono poi stati liberati dalla polizia francese, ma della ragazza si erano perse le tracce.

La notizia della scomparsa è stata data nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 novembre. Sin da subito gli amici e i colleghi di Valeria hanno lanciato appelli sui social media.

Il fidanzato, Andrea Ravagnani, aveva comunicato la sparizione ai genitori della vittima per telefono. Si sperava, però, che non fosse morta dato che non figurava nella lista delle 129 vittime.  

Valeria Solesin era dottoranda in demografia all’università della Sorbona di Parigi, dove viveva da quattro anni. Aveva studiato sociologia all’università di Trento ed è stata per anni volontaria di Emergency.

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