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Home » Esteri

L’Italia ospiterà a Roma il 4 agosto i nuovi colloqui tra Libano e Israele mediati dagli Usa

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Da sinistra a destra: il premier israeliano Benjamin Netanyahu; il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani; e il primo ministro libanese Nawaf Salam. Credit: RONEN ZVULUN/POOL/SIPA/ Francesca Bolla /Eric TSCHAEN-POOL/SIPA/ AGF

La capitale aveva già ospitato la scorsa settimana il precedente ciclo di negoziati tecnici mediati dagli Usa tra i rappresentanti di Tel Aviv e Beirut

L’Italia ospiterà il 4 agosto, a Roma, un nuovo ciclo di colloqui tra Libano e Israele. L’appuntamento, annunciato oggi alla Camera dei Deputati dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, è il secondo in meno di un mese dopo quello svoltosi a metà luglio nella capitale.
“Il 4 agosto terremo una nuova sessione di dialogo”, ha dichiarato in aula il leader di Forza Italia, precisando che il primo ciclo di colloqui ha “consentito di compiere progressi significativi nella definizione delle prime zone pilota”.
Con la mediazione degli Stati Uniti, i due Paesi proseguono i negoziati nel quadro dell’accordo quadro trilaterale firmato a fine giugno a Washington. I 14 punti dell’intesa prevedono, tra l’altro, il riconoscimento reciproco e la fine dello stato di guerra tra Tel Aviv e Beirut; il disarmo di Hezbollah e di tutti i gruppi armati e il seguente ritiro delle truppe israeliane dai territori occupati in Libano; l’istituzione di “zone pilota” in cui attuare queste ultime disposizioni; la rinuncia dello Stato ebraico a qualsiasi “ambizione territoriale” nel Paese dei Cedri; il rafforzamento e lo sviluppo delle capacità dell’esercito libanese; la costituzione di un gruppo di coordinamento militare trilaterale; e l’aiuto degli Usa a mobilitare i partner internazionali per la ricostruzione.
L’attuazione dell’intesa ha portato al ritiro delle truppe israeliane dal villaggio di Zawtar el Gharbiyeh, nel distretto meridionale di Nabatieh, dove questa mattina il primo ministro libanese Nawaf Salam ha piantato la bandiera del Paese dei Cedri. Un gesto che, ha scritto Salam sui social, “rappresenta l’inizio del ritiro israeliano dalla nostra terra”. “Quello a cui stiamo assistendo oggi è solo l’inizio”, ha proseguito il premier. “Ma siamo determinati e risoluti e continueremo a mobilitare tutti i nostri sforzi politici e diplomatici per garantire il ritiro completo da tutti i territori libanesi”. Ieri, durante la visita a Washington in cui il presidente libanese Joseph Aoun ha incontrato Donald Trump, l’esercito libanese aveva annunciato di aver iniziato il dispiegamento nelle prime tre “zone pilota” individuate dall’accordo con Israele e gli Usa. Oltre a Zawtar el Gharbiyeh, gli altri due villaggi interessati dall’accordo sono Froun, nel distretto di Nabatieh, e Srifa, in quello di Tiro.
L’ultimo ciclo di negoziati si era tenuto il 14 e 15 luglio proprio a Roma, una sede scelta, secondo l’ambasciatore statunitense in Libano Michel Issa, non per motivazioni politiche ma per “ragioni puramente tecniche legate agli spostamenti” delle varie delegazioni.

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