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Guerra degli Usa e di Israele in Iran, le ultime notizie di oggi, giovedì 19 marzo

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Attacco aereo israeliano a del 18 marzo 2026 distrugge un edificio nel quartiere di Bachoura. Credit: Charles Cuau/SIPA / AGF

Guerra degli Usa e di Israele in Iran, le ultime notizie di oggi, giovedì 19 marzo

La guerra degli Stati Uniti e di Israele all’Iran continua a mietere vittime e a spaventare i mercati del petrolio e del gas. Quasi 1.500 persone sono rimaste uccise e circa 19mila sono state ferite dall’inizio del conflitto contro la Repubblica islamica. Ma i bombardamenti israeliani di ieri sugli impianti collegati al giacimento di gas di South Pars, condiviso tra Iran e Qatar, a cui sono seguiti i raid di Teheran sulla raffineria qatariota di gnl di Ras Laffan, contro due raffinerie petrolifere nella capitale saudita Riad e contro l’impianto di gas di Habshan e il giacimento petrolifero di Bab negli Emirati Arabi, hanno terrorizzato i mercati energetici. Mentre Doha espelleva i diplomatici iraniani e l’Arabia Saudita si riservava il diritto di intraprendere azioni militari contro l’Iran, il presidente Usa Donald Trump è intervenuto per assicurare che Israele non attaccherà più i giacimenti, avvisando però che se la Repubblica islamica colpirà di nuovo il Qatar, Washington risponderà con raid sui siti energetici dell’Iran. Intanto le ostilità continuano: nella notte un lavoratore straniero è rimasto ucciso nel centro di Israele e tre donne palestinesi sono morte nella Cisgiordania meridionale a causa dei missili balistici caricati con bombe a grappolo lanciato sullo Stato ebraico da Teheran. Proseguono anche i contrattacchi della Repubblica islamica contro l’Arabia Saudita, il Bahrein e il Kuwait, mentre i raid statunitensi hanno ucciso due miliziani di gruppi paramilitari filo-iraniani in Iraq. Tel Aviv però continua i raid aerei e avanza con le proprie truppe anche in Libano: quasi 970 le vittime registrate e più di 2.300 i feriti dalla ripresa dei bombardamenti contro Hezbollah, che hanno anche provocato circa un milione di sfollati. Il gruppo armato sciita però continua a lanciare razzi sullo Stato ebraico e a ingaggiare scontri con le truppe dell’Idf, che hanno ordinato l’evacuazione di tutto il territorio a sud del fiume Zahrani, circa 40 chilometri a nord del confine. Di seguito le ultime notizie di oggi, giovedì 19 marzo 2026, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran.

 

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DIRETTA

Ore 16,00 – Libano: oltre 1.000 morti, compresi 118 minori, nella guerra tra Israele e Hezbollah dal 2 marzo – Oltre 1.000 persone, compresi 118 minori, sono state uccise dal 2 marzo scorso in Libano a causa della ripresa della guerra tra Israele e Hezbollah. Lo ha riferito in conferenza stampa un portavoce del Centro Operativo per le Emergenze Sanitarie del ministero della Salute libanese a Beirut.

Ore 15,45 – Usa potrebbero sospendere le sanzioni sul petrolio iraniano – Gli Stati Uniti potrebbero sospendere le sanzioni sul petrolio iraniano, nel tentativo di trovare una soluzione per tenere sotto controllo i prezzi energetici. Lo ha annunciato oggi il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent in un’intervista concessa a Fox Business, secondo cui la decisione avrebbe ripercussioni su circa 140 milioni di barili di petrolio già in mare. Non è chiaro però quale impatto avrebbe una tale decisione sui prezzi petroliferi. Alla domanda sulle preoccupazioni relative che in questo modo gli Stati Uniti permetterebbero il finanziamento dei propri nemici, Bessent ha dichiarato che così gli Usa “userebbero i barili iraniani contro gli iraniani” per mantenere bassi i prezzi per i prossimi 10-14 giorni. In precedenza Bessent aveva già ricordato che gli Stati Uniti consentono il passaggio delle petroliere iraniane nello Stretto di Hormuz, nonostante il conflitto.

Ore 15,20 – Iran, il ministro degli Esteri Araghchi: “Usata solo una frazione della nostra potenza negli attacchi alle infrastrutture” – La Repubblica islamica ha usato solo una piccola parte delle sue capacità negli attacchi alle infrastrutture energetiche condotti in Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Kuwait dopo il raid di Israele contro un impianto petrolchimico collegato al giacimento di gas di South Pars in Iran, che risponderà con maggiore forza se le sue infrastrutture verranno colpite di nuovo. La minaccia arriva dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “La nostra risposta all’attacco israeliano alle nostre infrastrutture ha impiegato SOLO una FRAZIONE della nostra potenza. L’UNICA ragione della moderazione è stata il rispetto della richiesta di de-escalation”, ha dichiarato Araghchi sui social. “Non avremo freni se le nostre infrastrutture verranno colpite di nuovo”, ha aggiunto il ministro, secondo cui nel dopoguerra dovrà “affrontare il problema dei danni subiti dai nostri siti civili”.

Ore 15,00 – Iran: arrestate 178 presunte accusate di collaborare con Usa e Israele – Almeno 178 persone sono state arrestate in Iran con l’accusa di aver collaborato con Israele e gli Stati Uniti. Lo riferiscono le agenzie di stampa locali Irna e Mehr, citando una nota delle Guardie della Rivoluzione islamica, secondo cui gli arrestati inviavano immagini e posizioni di centri e posti di blocco della Mezzaluna Rossa ai servizi segreti statunitensi e israeliani, in modo che questi siti potessero essere presi di mira. Tra i fermati figurano anche diversi cittadini stranieri, la cui nazionalità non è stata divulgata, trovati in possesso di armi, valuta estera, dispositivi di localizzazione e di comunicazione specializzati.

Ore 14,45 – Golfo, Ukmto: “Colpita una nave al largo del Qatar, nessun ferito” – Una nave è stata colpita oggi da un “proiettile di provenienza sconosciuta” a quattro miglia nautiche a est di Ras Laffan, in Qatar. Lo riferisce l’Organizzazione per il commercio marittimo del Regno Unito (Ukmto), secondo cui “tutti i membri dell’equipaggio sono sani e salvi”. Dal 28 febbraio al 17 marzo, secondo l’Organizzazione britannica, almeno 15 attacchi simili hanno interessato navi operanti nel Golfo Arabico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo dell’Oman e nelle aree circostanti.

Ore 14,30 – Il capo del Pentagono Hegseth: “L’attacco di Israele a South Pars è stato un avvertimento all’Iran” – Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha definito L’attacco condotto ieri da Israele contro un impianto petrolchimico collegato al giacimento di gas di South Pars in Iran era “un avvertimento” a Teheran. Lo ha dichiarato oggi durante una conferenza stampa al Pentagono il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth. “L’Iran ha utilizzato l’energia come arma per decenni. Israele ha chiaramente lanciato un avvertimento, e (Trump, ndr) lo ha ribadito con chiarezza, molto chiaramente”, ha detto il capo del Pentagono. “L’Iran sa che se colpiamo l’isola di Kharg e le sue infrastrutture militari – che sono le uniche che abbiamo colpito – possiamo tenere in ostaggio qualsiasi cosa”, ha aggiunto. Nel fine settimana, gli Usa hanno colpito il centro di esportazione petrolifera di Teheran sull’isola di Kharg. “L’esercito degli Stati Uniti controlla il destino di quel Paese. L’Iran ha la capacità di fare le scelte giuste. Non dovrebbe, in futuro, prendere di mira gli alleati arabi, i paesi arabi, cercando di infliggere dolore”, ha detto Hegseth.

Ore 14,15 – Kuwait: colloquio telefonico tra l’emiro e il principe ereditario saudita – L’emiro del Kuwait, Sheikh Mishal al-Ahmad al-Sabah, ha tenuto oggi un colloquio telefonico con il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, a seguito degli ultimi attacchi lanciati dall’Iran contro le infrastrutture energetiche dei due regni. La notizia è stata divulgata dall’agenzia di stampa ufficiale kuwaitiana Kuna, secondo cui durante la telefonata i due leader hanno promesso che avrebbero “dedicato tutte le loro capacità e risorse alla salvaguardia della sicurezza e della stabilità della regione”. Nelle scorse ore, l’Iran ha reagito ai raid aerei compiuti ieri da Israele contro un impianto petrolchimico collegato al giacimento di gas naturale di South Pars ad Asaluyeh, nella provincia meridionale di Bushehr, colpendo, tra gli altri, la raffineria di Samref a Yanbu e due impianti simili vicino la capitale Riad, in Arabia Saudita; e le raffinerie di Mina al-Ahmadi e Mina Abdullah, in Kuwait.

Ore 13,50 – Usa annunciano “la più grande offensiva aerea condotta finora” contro l’Iran – Gli Stati Uniti effettueranno “la più grande offensiva aerea condotta finora” nell’ambito guerra combattuta con Israele contro l’Iran. Lo ha annunciato durante una conferenza stampa al Pentagono il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth. “Ad oggi, abbiamo colpito oltre 7.000 obiettivi e infrastrutture militari in tutto l’Iran. Non si tratta di un incremento graduale. Si tratta di una forza schiacciante applicata con precisione. E anche oggi lanceremo la più grande offensiva condotto finora, proprio come ieri”, ha dichiarato Hesgeth. “Stiamo vincendo in modo decisivo e alle nostre condizioni”, ha aggiunto, respingendo le preoccupazioni dei media statunitensi secondo cui il conflitto potrebbe trasformarsi in una “guerra infinita”, dichiarando che “niente potrebbe essere più lontano dalla verità” e definendo l’operazione Epic Fury “mirata”. Il capo del Pentagono ha poi minacciato la leadership dei Pasdaran in Iran, affermando che “l’ultimo lavoro che chiunque al mondo vorrebbe fare in questo momento” è quello di “alto dirigente delle Guardie Rivoluzionarie, o Basij”, definendole “incarichi temporanei”. Gli obiettivi della guerra, ha precisato Hegseth, rimangono quelli di “distruggere missili, lanciatori e la base industriale della difesa iraniana in modo che non possano ricostruirla. Distruggere la loro Marina e assicurarsi che l’Iran non si doti mai di un’arma nucleare”. Quindi il segretario alla Difesa Usa ha definito Israele “un partner incredibile e capace” e ha elogiato i Paesi della regione, quali Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Arabia Saudita “e altri”, che “hanno dato un contributo straordinario”. “Il tentativo sconsiderato dell’Iran di colpire infrastrutture civili e altri obiettivi ha portato Paesi che forse non sarebbero stati così totalmente coinvolti come lo sono oggi, direttamente nella nostra orbita”, ha spiegato Hegseth, che ha poi annunciato “contromisure” contro il blackout digitale in Iran. “Per quanto riguarda Internet, stiamo osservando il regime che cerca di rafforzare il suo controllo il più possibile”, ha dichiarato il capo del Pentagono. “Stiamo ovviamente adottando contromisure, molte delle quali non possiamo rivelare qui, per garantire che il messaggio venga recapitato non solo al popolo iraniano in generale, ma anche al pubblico giusto, a quel pubblico specifico che ha bisogno di sentire certe cose su quale potrebbe essere il loro destino o quali sono le loro opzioni”, ha proseguito, senza fornire ulteriori dettagli.

Ore 13,15 – Libano: Israele ribadisce l’ordine di evacuazione della popolazione residente a sud del fiume Zahrani – Le forze armate di Israele (Idf) hanno ribadito l’ordine di evacuazione rivolto ieri alla popolazione libanese residente a sud del fiume Zahrani, circa 40 chilometri a nord del confine. L’avviso è stato nuovamente diramato sui social dal portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano Avichay Adraee. “Per la vostra sicurezza, dovete continuare a spostarvi verso l’area a nord del fiume Zahrani e astenervi da qualsiasi movimento verso sud che potrebbe mettere in pericolo le vostre vite”, ha scritto sul suo profilo X. Ordini simili già diramati dall’Idf riguardano ormai, secondo i calcoli del Consiglio norvegese per i rifugiati, oltre 1.470 km quadrati pari a circa il 14% del territorio libanese, e hanno provocato almeno 900mila sfollati.

Ore 13,10 – Iran: arrestate 97 presunte “spie” di Israele – Almeno 97 persone sono state arrestate oggi in Iran con l’accusa di aver collaborato con Israele. Lo riferiscono le agenzie di stampa locali Irna, Fars e Isna, secondo cui gli arresti sono stati effettuati dal ministero dell’Intelligence di Teheran, che ha accusato i fermati di essere “soldati di Israele”.

Ore 13,00 – Bahrein: attacco in corso, intercettati e distrutti 134 missili e 238 droni lanciati dall’Iran dall’inizio della guerra – Il ministero dell’Interno del Bahrein ha lanciato sui social un’allerta anti-area, invitando “cittadini e residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino”, mentre, secondo l’agenzia di stampa ufficiale Bna, dall’inizio della guerra di Usa e Israele all’Iran il regno arabo ha intercettato e distrutto 134 missili e 238 droni lanciati dall’Iran.

Ore 12,45 – Emirati Arabi, l’a.d. della Abu Dhabi National Oil Company al-Jaber: “Questa è una guerra economica globale” – Il conflitto in corso tra Usa e Israele contro l’Iran “non è solo una questione regionale” ma una “guerra economica globale”. Parola dell’amministratore delegato della Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC), Sultan Al Jaber, che in un post pubblicato oggi su LinkedIn ha denunciato come ormai “l’energia viene usata come arma”. Il manager emiratino ha denunciato i recenti attacchi lanciati dall’Iran contro alcuni impianti energetici in Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Kuwait, compresi due giacimenti gestiti dal stessa ADNOC. “Si tratta di un attacco ingiustificato, immotivato e illegale contro una nazione pacifica”, ha scritto al-Jaber sui social. ”Ma non è solo una questione regionale: è una guerra economica globale. I flussi energetici vengono usati come armi”.

Ore 12,30 – Libano: giornalista e cameraman feriti in un raid di Israele – Un giornalista e un operatore sono rimasti feriti in un raid aereo condotto dalle forze armate di Israele (Idf) nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui il corrispondente di RT Steve Sweeney e il suo cameraman sono stati feriti in modo lieve in un attacco aereo dell’Idf presso il ponte di Qasimia sul fiume Litani, nel sud del Libano.

Ore 12,15 – Emirati Arabi: intercettati altri 7 missili e 15 droni lanciati dall’Iran – Almeno 7 missili balistici e 15 droni, tutti intercettati dalla contraerea, sono stati lanciati oggi dall’Iran contro gli Emirati Arabi Uniti. Lo riferisce il ministero della Difesa di Abu Dhabi in una nota diramata sui social, secondo cui dall’inizio della guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran “sono stati rilevati 334 missili balistici”, “15 missili da crociera” e “1.714 droni” lanciati da Teheran verso gli Emirati Arabi, che hanno provocato 8 morti, tra cui 2 soldati e 6 civili, e 158 feriti.

Ore 12,00 – Libano: 2 morti in un altro raid di Israele nel sud – Almeno due persone sono rimaste uccise in un altro raid aereo condotto oggi dalle forze armate di Israele (Idf) nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui l’attacco ha colpito un’abitazione alla periferia della città di Aadloun, nel distretto meridionale di Sidone. Il raid porta ad almeno 4 morti e 8 feriti il bilancio delle vittime dei raid odierni dell’Idf nel Paese dei Cedri. Almeno 44 persone erano state uccise e 115 ferite, secondo il ministero della Salute di Beirut, negli ultimi due giorni di bombardamenti di Israele in Libano.

Ore 11,50 – Iran: Parlamento discuterà l’imposizione di un pedaggio per attraversare lo Stretto di Hormuz – Il Parlamento dell’Iran discuterà una proposta di legge imporre pedaggi alle navi in transito nello Stretto di Hormuz. La notizia è stata divulgata dall’agenzia di stampa locale Isna, secondo cui la proposta mira a garantire “la sicurezza del traffico marittimo e del transito di beni energetici e alimentari”, obbligando i Paesi le cui navi transitano nello Stretto “a pagare pedaggi e tasse alla Repubblica Islamica dell’Iran”.

Ore 11,45 – Iraq: lo spazio aereo nazionale rimarrà chiuso per le prossime 72 ore – L’Iraq ha prolungato di altri tre giorni, fino a domenica 22 marzo a mezzogiorno ora locale (le 10 del mattino in Italia) la chiusura dello spazio aereo nazionale. Lo ha annunciato L’Autorità per l’aviazione civile irachena in una nota citata dall’agenzia di stampa nazionale Ina, secondo la decisione è stata adottata a causa del deterioramento della situazione della sicurezza nella regione. La chiusura dello spazio aereo, si legge nella nota, si applica a tutti gli aeromobili “in arrivo, in partenza e in sorvolo” sull’Iraq.

Ore 11,30 – Libano: 2 morti e 8 feriti nei raid odierni di Israele nel sud – Almeno due persone sono rimaste uccise e altre otto sono state ferite nei raid aerei condotti oggi dalle forze armate di Israele (Idf) in Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui gli attacchi aerei condotti dall’Idf sulle località di al Hawsh, Borj el Chamali, Masaken Al-Shaabiya, Al-Bazouriyeh e Dabaal, nel distretto meridionale di Tiro, hanno provocato la morte di due persone e il ferimento di altre otto. Almeno 44 persone erano state uccise e 115 ferite, secondo il ministero della Salute di Beirut, negli ultimi due giorni di raid aerei di Israele in Libano.

Ore 11,00 – L’Iran minaccia: “La reazione all’attacco a South Pars è ancora in corso e non è finita” – La reazione dell’Iran ai raid aerei compiuti ieri da Israele contro un impianto petrolchimico collegato al giacimento di gas naturale di South Pars ad Asaluyeh, nella provincia meridionale di Bushehr, “è in corso e non è ancora conclusa”. La minaccia arriva dal arriva dal portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya dello Stato Maggiore delle Forze armate, Ebrahim Zolfaqari, in un video comunicato citato dalle agenzie di stampa locali Irna, Fars e Isna. “Avvertiamo il nemico che ha commesso un grave errore attaccando le infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica dell’Iran e che la nostra risposta è in corso e non è ancora conclusa”, ha detto Zolfaqari, riferendosi ai raid condotti nelle scorse ore da Teheran contro alcuni impianti energetici in Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Kuwait. “Se ciò dovesse ripetersi, gli attacchi alle vostre infrastrutture energetiche e a quelle dei vostri alleati non si fermeranno finché non saranno completamente distrutte, e la nostra risposta sarà molto più grave degli ultimi attacchi”. Nelle scorse ore Teheran aveva reagito ai bombardamenti di Asaluyeh colpendo l’impianto di gnl di Ras Laffan, in Qatar; il giacimento di gas di Habshan e quello di petrolio di Bab, negli Emirati Arabi Uniti; la raffineria di Samref a Yanbu e due impianti simili vicino la capitale Riad, in Arabia Saudita; e le raffinerie di Mina al-Ahmadi e Mina Abdullah, in Kuwait.

Ore 10,30 – Oman, il ministro degli Esteri al-Busaidi: “Usa e Iran erano vicinissimi a un accordo. Questa non è la guerra dell’America. Washington ha perso il controllo della propria politica estera” – Stati Uniti e Iran erano “sul punto di raggiungere un accordo concreto” ma poi gli attacchi “illegali” lanciati insieme a Israele contro Teheran hanno infranto una “pace che per un breve periodo era sembrata davvero possibile”. L’indiscrezione arriva direttamente dal ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi, impegnato nella mediazione tra Washington e la Repubblica islamica, che in un editoriale pubblicato sulla rivista britannica The Economist, ha accusato la Casa bianca di aver “perso il controllo della propria politica estera” e ha invitato gli alleati di Washington ad aiutarla a liberarsi “da questo indesiderato coinvolgimento” in una guerra che non gli appartiene. “Per ben due volte in nove mesi gli Stati Uniti e l’Iran sono stati sul punto di raggiungere un accordo concreto”, ha scritto al-Busaidi, presente alle sessioni di colloqui indiretti tenute nell’ultimo anno tra i rappresentanti della Casa bianca e della Repubblica islamica. “È stato uno shock, ma non una sorpresa, quando il 28 febbraio, poche ore dopo gli ultimi e più concreti colloqui, Israele e gli Stati Uniti hanno nuovamente lanciato un attacco militare illegale contro la pace, che per un breve periodo era sembrata davvero possibile”, ha aggiunto il ministro degli Esteri dell’Oman, secondo cui la rappresaglia di Teheran contro quelli che gli iraniani hanno definito “obiettivi americani nei Paesi vicini” è stata una “conseguenza inevitabile, seppur profondamente deplorevole e del tutto inaccettabile”. Di fronte alla prospettiva di una guerra per “annientare la Repubblica islamica”, ha precisato al-Busaidi, questa era probabilmente l’unica opzione razionale rimasta alla leadership di Teheran. “Il più grande errore di valutazione dell’amministrazione americana, ovviamente, è stato quello di lasciarsi trascinare in questa guerra”, ha scritto il capo della diplomazia omanita. “Questa non è la guerra dell’America e non esiste uno scenario plausibile in cui sia Israele che l’America ne ottengano ciò che desiderano”.

Ore 10,15 – Israele: nuovo attacco missilistico dall’Iran, danneggiato un edificio a Tel Aviv, nessun ferito – Un nuovo attacco missilistico lanciato dall’Iran verso Israele, il settimo dalla mezzanotte di oggi, ha danneggiato un edificio a Tel Aviv, senza provocare feriti né vittime. Il raid, rilevato dalle forze armate israeliane (Idf), aveva fatto scattare le sirene di allerta nelle zone di Tzofit, Gan Haim, Nir Eliyahu a Sharon e di Kfar Shmaryahu a Dan, nel centro dello Stato ebraico. Secondo l’emittente locale Channel 12, un edificio nella zona di Tel Aviv ha subito alcuni danni a seguito dell’attacco, ma non è ancora chiaro se sia stato colpito da un missile o dai detriti di un razzo intercettore della contraerea. Al momento il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom non segnala feriti né vittime.

Ore 9,50 – Israele: attacco missilistico dal Libano, nessun ferito – Un nuovo attacco missilistico lanciato oggi da Hezbollah dal sud del Libano verso il nord di Israele non ha provocato né feriti né vittime. Il raid, rilevato dalle forze armate israeliane (Idf), aveva fatto scattare le sirene di allerta nella città settentrionale israeliana di Karmiel e in diverse comunità limitrofe al confine con il Paese dei Cedri. Secondo il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom, l’attacco non ha provocato feriti né vittime.

Ore 9,40 – Arabia Saudita conferma: “Attacco con droni sulla raffineria Samref, valutiamo i danni”  Un drone, presumibilmente lanciato dall’Iran, ha colpito la raffineria Samref del colosso petrolifero Saudi Aramco, situata nel porto di Yanbu sulla costa saudita del Mar Rosso. La conferma dell’indiscrezione, già pubblicata dall’agenzia di stampa britannica Reuters, arriva dal ministero della Difesa saudita, che in una nota diramata sui social afferma: “Sono in corso le valutazioni dei danni”. Ieri, Teheran aveva emesso un avviso di evacuazione per diverse infrastrutture petrolifere in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, tra cui Samref, una joint venture tra Saudi Aramco e la statunitense Exxon Mobil. Yanbu è attualmente l’unico porto sicuro per l’esportazione di greggio dai Paesi arabi del Golfo, vista la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz.

Ore 9,30 – Libano: raid di Israele investe un ospedale, nessuna vittima – L’onda d’urto provocata da un raid aereo condotto dalle forze armate di Israele (Idf) ha investito un ospedale nel sud del Libano, provocando danni a diversi reparti ma senza causare vittime. Lo riferisce il quotidiano locale L’Orient-Le Jour citando fonti dell’amministrazione dell’ospedale universitario Sheikh Ragheb Harb di Toul, alla periferia della città di Nabatieh, secondo cui l’attacco, condotto intorno all’una di notte ora locale (la mezzanotte in Italia), ha colpito un edificio vicino al nosocomio, causando “danni significativi” a diversi reparti, tra cui l’unità di terapia intensiva. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale Nna, le Idf hanno condotto raid aerei in diverse località del distretto di Nabatieh, tra cui Haboush e al-Sharqiyah.

Ore 9,20 – Kuwait: colpita un’altra raffineria – Un’altra raffineria di proprietà della compagnia petrolifera nazionale del Kuwait è stata colpita da un attacco con droni lanciato dall’Iran. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale locale Kuna, citando un comunicato della Kuwait Petroleum Corporation, secondo cui il raid ha colpito una delle unità operative della raffineria di Mina Abdullah, nel sud dell’Emirato. Un altro attacco simile aveva centrato la raffineria di Mina Al-Ahmadi, provocando un incendio di lieve entità. Al momento non si hanno notizie di vittime né di feriti.

Ore 9,15 – Kuwait: droni dall’Iran su una raffineria, nessun ferito – Una raffineria di proprietà della compagnia petrolifera nazionale del Kuwait è stata colpita da un attacco con droni lanciato dall’Iran, che ha provocato un incendio in uno degli impianti petrolchimici. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale locale Kuna, secondo cui il raid non ha provocato feriti. “La Kuwait Petroleum Corporation ha annunciato che una delle unità operative della raffineria di Mina Al-Ahmadi (…) è stata bersaglio di un attacco di droni, che ha provocato un incendio di lieve entità”, riferisce l’agenzia di stampa kuwaitiana.

Ore 9,00 – Arabia Saudita, Reuters: “Attacco iraniano sulla raffineria Samref, danni minimi”  La raffineria Samref del colosso petrolifero Saudi Aramco, situata nel porto di Yanbu sulla costa saudita del Mar Rosso, è stata oggetto di un attacco aereo proveniente dall’Iran, che però ha avuto un impatto “minimo” sugli impianti. Lo riferisce all’agenzia di stampa britannica Reuters una fonte interna. La notizia non è stata commentata ufficialmente da Saudi Aramco. Ieri, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane aveva emesso un avviso di evacuazione per diverse infrastrutture petrolifere in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, tra cui Samref, una joint venture tra Saudi Aramco e la statunitense Exxon Mobil. Yanbu è attualmente l’unico porto sicuro per l’esportazione di greggio dai Paesi arabi del Golfo, vista la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz.

Ore 8,45 – Libano: Israele ha ucciso oltre 20 miliziani di Hezbollah nelle ultime 24 ore – Le forze armate di Israele (Idf) hanno ucciso più di 20 miliziani di Hezbollah durante gli attacchi condotti ieri in Libano. Lo riferiscono proprio le Idf in una nota diramata sui social, secondo cui le vittime sono state uccise negli scontri con le truppe della 36esima Divisione dell’esercito e in vari attacchi aerei condotti dall’Aeronautica militare israeliana.

Ore 8,30 – Gaza: riapre il valico di Rafah per la prima volta dal 28 febbraio – Il valico di Rafah, al confine tra Gaza e l’Egitto, è stato riaperto oggi per la prima dal 28 febbraio, quando era cominciata la guerra degli Stati Uniti e di Israele all’Iran. Lo riporta l’emittente egiziana al-Qahera, considerata vicina ai servizi segreti del Cairo, secondo cui il valico è stato riaperto “in entrambe le direzioni” e alcuni palestinesi, tra cui pazienti curati in Egitto, hanno attraversato il confine per tornare nella Striscia. In settimana, l’autorità israeliana per il Coordinamento delle attività governative nei territori (Cogat) aveva avvisato che la decisione di riaprire la frontiera era stata adottata a seguito di una nuova valutazione di sicurezza e di “un esame delle condizioni che consentono la ripresa delle operazioni al valico, pur mantenendo le necessarie restrizioni di sicurezza alla luce della situazione di sicurezza e delle minacce nella zona”.

Ore 8,15 – Israele: 177 feriti ricoverati in ospedale nelle ultime 24 ore – Almeno 177 persone ferite a causa degli attacchi lanciati dall’Iran e da Hezbollah su Israele sono state ricoverate in ospedale nelle ultime 24 ore. Lo riferisce in una nota il ministero della Salute di Tel Aviv, secondo cui tra le vittime una versa in condizioni critiche, due in condizioni moderate e 167 in buone condizioni. Secondo il ministero, dall’inizio della guerra di Usa e Israele contro l’Iran, cominciata il 28 febbraio scorso, 3.924 persone sono state ricoverate, di cui 74 ancora in ospedale.

Ore 8,00 – Qatar: domati incendi a Ras Laffan, nessun ferito – Gli incendi sviluppatisi presso l’impianto di gnl di Ras Laffan, nel nord-est del Qatar, a seguito di un attacco dell’Iran, sono stati domati. Lo riferisce ministero dell’Interno del Qatar in una nota diramata sui social e citata dall’agenzia di stampa ufficiale Qna, secondo cui l’attacco di Teheran non ha provocato feriti. “La Protezione Civile ha completamente domato tutti gli incendi nella zona industriale di Ras Laffan senza che si siano registrati feriti. Le operazioni di raffreddamento e di messa in sicurezza delle aree sono tuttora in corso”, si legge nel comunicato. Secondo una nota della compagnia energetica statale qatariota QatarEnergy, gli attacchi della Repubblica islamica hanno colpito diversi impianti di gas naturale liquefatto causando danni “ingenti”. Il raid era seguito a un attacco aereo israeliano che ieri aveva preso di mira un impianto petrolchimico collegato al giacimento offshore di gas naturale di South Pars, nella provincia di Bushehr, nel sud dell’Iran.

Ore 7,30 – Libano: 44 morti e 115 feriti negli ultimi due giorni di raid di Israele – È salito a 44 morti, compresi 4 minori, e 115 feriti, tra cui 16 minorenni, il bilancio delle vittime causate dai raid aerei condotti negli ultimi due giorni dalle forze armate di Israele in Libano. Lo riferisce il Centro Operativo di Emergenza del ministero della Salute di Beirut in una nota di aggiornamento citata dall’agenzia di stampa ufficiale Nna, secondo cui i raid hanno colpito, oltre alla capitale, anche le località di Deir Zahrani, Sidone, Harouf, Jebchit, Baalbek, Yahmar, Sohmar e Jmeijmeh.

Ore 7,00 – Israele: sesto attacco missilistico dall’Iran dalla mezzanotte, nessun ferito – Un nuovo attacco missilistico lanciato dall’Iran, il sesto dalla mezzanotte di oggi, ha interessato il nord di Israele, senza però provocare feriti né vittime. L’attacco, rilevato dalle forze armate israeliane (Idf), aveva fatto scattare le sirene di allerta al confine con il Libano. Secondo l’Idf però tutti i missili lanciati da Teheran sono stati intercettati o sono precipitati in aree all’aperto. Secondo il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom, l’attacco non ha provocato feriti né vittime.

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