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Guerra in Iran, le ultime notizie di oggi, giovedì 12 marzo. Droni colpiscono la base degli italiani a Erbil, il Pentagono: “Una settimana di guerra è costata 11,3 miliardi”

Immagine di copertina
Credit: AGF

Le ultime notizie di oggi, giovedì 12 marzo, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran

Un drone iraniano ha colpito la base italiana che si trova all’interno dell’aeroporto di Erbil, Capitale del Kurdistan iracheno. L’esplosione ha distrutto un mezzo ma non ha fortunatamente provocato feriti. Di seguito le ultime notizie di oggi, giovedì 12 marzo 2026, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran.

 

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Ore 11,00 – Hezbollah: “È una nuova fase, siamo pronti a una lunga guerra” – Una fonte politica di alto rango di Hezbollah ha affermato all’Ansa che il movimento armato filo-iraniano è entrato “in una nuova fase della guerra” col lancio nella notte di “150 missili” verso Israele. “Siamo pronti a ogni scenario e preparati a una lunga guerra”, ha detto la fonte contattata telefonicamente ma che preferisce rimanere anonima perché non autorizzata a parlare con i media. “Per noi è una guerra esistenziale contro il nemico”, ha ribadito la fonte.

Ore 9,30 – Teheran annuncia attacco hacker a ferrovie israeliane – Hacker iraniani hanno attaccato e messo fuori uso la rete ferroviaria israeliana. Lo sostiene l’agenzia Fars. “Le ferrovie israeliane hanno subito un attacco informatico”, si legge nel dispaccio, “di conseguenza, il sistema ferroviario del nemico è stato messo fuori uso. Nessuna stazione è sicura fino a nuovo ordine”. Da Israele non c’è al momento alcuna conferma.

Ore 9,00 – Media, una terza nave attaccata nella notte vicino allo stretto di Hormuz – Una terza nave nave civile è stata attaccata nella notte, secondo l’Uk Maritime Trade Operation (Ukmto), che continua a consigliare di transitare con prudenza nell’area del Golfo. Lo scrive la Bbc. Oltre alle due petroliere attaccate al largo della costa irachena, una nave è stata attaccata al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti. Alle 06.19 ora locale (le 3:19 in Italia), l’Ukmto ha ricevuto una segnalazione di una portacontainer “colpita da un proiettile sconosciuto che ha causato un piccolo incendio a bordo”, a circa 35 miglia nautiche dalla costa degli Emirati, vicino allo Stretto di Hormuz. Incolume l’equipaggio.

Ore 8,30 – Contro base italiana colpita a Erbil un drone e non un missile, distrutto un mezzo – Contro la base militare italiana colpita ieri a Erbil sarebbe finito un drone e non un missile. Lo si apprende da fonti informate, secondo cui il drone, uno Shahed, forse non era diretto all’interno della base ma avrebbe perso quota finendo contro un mezzo militare. Il contingente italiano è rimasto incolume e resta attualmente nel bunker.

Ore 8,00 – Comandante Erbil: “Siamo ancora nei bunker, danni ma nessun ferito” – “La base di Camp Singara era in condizioni di preallarme per la situazione di crisi in atto e, verso le 8.30 locali, è stato attivato l’allarme della coalizione per una minaccia aerea. E tutti quanti, seguendo procedure già rodate tra tutto il personale, ci siamo recati in sicurezza nei bunker assegnati. E poco prima dell’una, c’è stata una minaccia aerea: è ancora è in fase di accertamento la tipologia della minaccia, sia un drone o un missile, e ha colpito la base italiana e ha provocato alcuni danni a infrastrutture e materiali della base. Il personale sta bene, era protetto all’interno dei bunker, stanno tutti bene”. Lo dice in collegamento con Sky Tg24 il comandante dell’italian national contingent di Erbil, nel kurdistan iraqeno, colonnello Stefano Pizzotti.

Ore 7,30 – Wall Street Journal: “Prospettiva chiusura prolungata Stretto di Hormuz” – L’intensificarsi degli attacchi iraniani e la decisione del governo statunitense di sospendere le scorte militari per le petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz stanno sollevando la prospettiva di una chiusura prolungata che soffocherebbe le esportazioni attraverso la più importante rotta di trasporto energetico del mondo. Lo riporta il Wall Street Journal.

Ore 7,00 – Nyt, la prima settimana guerra è costata agli Usa 11,3 miliardi di dollari – La prima settimana della guerra contro l’Iran è costata agli Stati Uniti più di 11,3 miliardi di dollari. È quanto emerso da un briefing del Pentagono ai parlamentari americani, secondo quanto riferito dal New York Times, che sottolinea il ritmo con cui il conflitto sta consumando armi e risorse. Il quotidiano, citando fonti anonime a conoscenza della riunione a porte chiuse di martedì, riferisce che ai membri del Congresso è stato detto che la cifra non include molti dei costi legati al rafforzamento militare precedente agli attacchi, lasciando intendere che il totale per la prima settimana potrebbe aumentare in modo significativo. Funzionari della Difesa avevano già informato il Congresso che circa 5,6 miliardi di dollari in munizioni sono stati utilizzati solo nei primi due giorni di combattimenti, secondo i media statunitensi, con un ritmo di consumo molto più elevato rispetto alle precedenti stime rese pubbliche.

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