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L’India ha evacuato migliaia di civili dalla zona di confine col Pakistan in Kashmir

La tensione tra le due potenze nucleari è cresciuta da quando Nuova Delhi ha accusato Islamabad di essere responsabile delle incursioni dei miliziani separatisti

Di TPI
Pubblicato il 30 Set. 2016 alle 15:36 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 23:18
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Immagine di copertina

L’India ha evacuato più di diecimila persone dai villaggi in prossimità con il confine pakistano nel timore di un’escalation militare dopo che le forze speciali indiane hanno lanciato un’operazione transfrontaliera contro i miliziani separatisti.

Il governo del primo ministro indiano Narendra Modi ha ordinato alle forze di sicurezza federali e a quelle statali di incrementare la sorveglianza lungo le frontiere dello stato di Jammu e Kashmir, una frazione del confine di oltre tremila chilometri che separa le due potenze nucleari rivali.

L’evacuazione è stata avviata dopo che l’India ha lanciato delle incursioni oltre il confine de facto tra il Kashmir pakistano e quello indiano con l’intento di colpire i miliziani che compiono incursioni e attacchi in India.

L’annuncio da parte di Nuova Delhi di questi cosiddetti “raid chirurgici” ha riacuito il timore che il cessate il fuoco nella regione contesa del Kashmir siglato nel 2003 possa naufragare, malgrado il Pakistan neghi che queste incursioni siano mai avvenute.

Centinaia di villaggi lungo una striscia di circa 15 chilometri a ridosso del confine sono dunque stati evacuati, riporta l’agenzia di stampa Reuters

“La nostra priorità è quella di trasferire donne e bambini in edifici governativi, guest house e sale per matrimoni”, ha riferito Nirmal Singh, vice primo ministro dello stato di Jammu e Kashmir.

“Le persone che non sono in grado di trasferirsi sono state invitate a non lasciare le proprie abitazioni al mattino presto e tardi la notte”, ha aggiunto Singh.

Altre fonti, tra cui l’International Business Times, parlano addirittura di oltre 200mila persone evacuate da più di mille villaggi lungo il confine tra India e Pakistan in Punjab.

La pressione interna su Modi per reagire in maniera forte è cresciuta dopo che il 18 settembre 19 soldati sono rimasti uccisi in un attacco contro una base dell’esercito in Kashmir, della quale sono stati accusati miliziani provenienti dal territorio pakistano, sottolineando le responsabilità di Islamabad.

Ma Modi sta anche riscontrando gravi difficoltà nel contenere le proteste nella regione. Durante gli scontri con le forze dell’ordine, e solo nelle ultime dieci settimane, sono morti oltre 80 manifestanti e migliaia sono rimasti feriti. 

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