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Home » Esteri

CNN: Arabia Saudita ed Emirati hanno fornito le armi americane a gruppi legati ad al Qaeda in Yemen

Immagine di copertina
Il veicolo corazzato di fabbricazione americana Oshkosh

Le rivelazioni della CNN mettono in dubbio l'affidabilità dell'Arabia Saudita e fanno riflettere sulla necessità di interrompere la vendita di armi al paese arabo

L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno trasferito armi americane a gruppi collegati ad al Qaeda e una milizia salafita il cui comandante aveva prestato servizio nella sezione yemenita dell’Isis, secondo quanto rivelato da un’indagine della CNN.

L’inchiesta dell’emittente americana ha svelato che una parte delle armi sono finite anche nelle mani dei ribelli houthi che combattono contro la coalizione a guida saudita per il controllo del paese.

L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno attaccato lo Yemen nel 2015 dando vita ad una coalizione militare per cercare di ripristinare il governo del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi e bloccare l’avanzata dei ribelli sciiti filo-iraniani houthi.

Leggi anche: La guerra dimenticata in Yemen: le origini, le vittime e le tappe del conflitto

Secondo la CNN, la coalizione ha usato le armi fabbricate negli Stati Uniti come moneta di scambio per comprare la lealtà delle milizie locali, rafforzare gli attori che combattevano per loro e influenzare il complesso panorama politico.

Questo comportamento è stato criticato dal Pentagono, secondo cui le monarchie del Golfo hanno infranto i termini dell’accordo preso con Washington in merito alla vendita di armi prodotte negli States.

L’inchiesta della CNN ha anche rivelato che la brigata di Abu al-Abbas, il cui fondatore è stato sanzionato dagli Stati Uniti nel 2017 per aver finanziato al Qaeda e la costola yemenita dell’Isis, è entrata in possesso dei veicoli corazzati Oshkosh fabbricati negli Stati Uniti.

Sul caso è stato sentito anche il portavoce del Pentagono Johnny Michael, che ha affermato: “Gli Stati Uniti non hanno autorizzato il Regno dell’Arabia Saudita o gli Emirati Arabi Uniti a ritrasferire alcuna attrezzatura a partiti all’interno dello Yemen”.

Le armi però non sono passate solo dall’Arabia Saudita alle milizie che sostengono la coalizione araba, ma in parte sono finite anche nella mani dei “nemici” houthi.

La vendita di armi 

Gli Stati Uniti sono il maggior fornitore di armi di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, e il loro sostegno è cruciale perché la coalizione possa proseguire la guerra contro i ribelli houthi.

Nel suo primo viaggio all’estero come presidente, Donald Trump ha siglato un accordo di vendita di armi con l’Arabia Saudita per un valore di circa 110 miliardi di dollari. L’accordo aveva l’obiettivo di rafforzare la sicurezza per contrastare la minaccia iraniana.

Dopo le rivelazioni della CNN ci si interroga sull’affidabilità dell’Arabia Saudita e sulla necessità di interrompere la vendita di armi al paese arabo. Già in precedenza simili dubbi erano stati sollevati quando si scoprì che quasi un terzo dei raid condotti dalla coalizione avevano colpito obiettivi civili, secondo lo Yemen Data Project.

Ad oggi però, anche dopo l’omicidio del giornalista Khashoggi, niente è cambiato nei rapporti tra Stati Uniti e Arabia Saudita.

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