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Impeachment contro Trump: il significato del termine e cosa rischia il presidente degli Stati Uniti

La traduzione letterale del termine impeachment, che deriva dal francese, è "ostacolare" e consiste nella messa in stato di accusa di un pubblico ufficiale o di un membro del governo

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 25 Set. 2019 alle 16:48 Aggiornato il 8 Gen. 2020 alle 11:56
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Immagine di copertina
Credits: AFP

Via all’inchiesta per impeachment su Trump: significato e cosa rischia il presidente

Il 24 settembre Nancy Pelosi, presidente della Camera degli Stati Uniti e leader dei democratici al Congresso, ha reso nota l’apertura di un’indagine per impeachment contro il presidente degli Stati Uniti Trump.

È un procedimento che può partire da qualunque deputato e una volta arrivato a termine può condurre alla rimozione dall’incarico. Il significato letterale del termine impeachment, che deriva dal francese, è “ostacolare” e consiste nella messa in stato di accusa di un pubblico ufficiale o di un membro del governo.

Trump è accusato da Pelosi di aver fatto pressioni sul neo-leader dell’Ucraina Volodimir Zelenskij, ex comico eletto presidente nel maggio scorso, per fare in modo che venisse aperta un’indagine sul licenziamento del magistrato Viktor Shokin, che in Ucraina stava indagando “per corruzione” su una società del gas di cui faceva parte Hunter Biden, figlio dell’ex vice-presidente Usa Joe Biden. Al tempo dell’indagine Joe Biden era vicepresidente degli Stati Uniti nel governo Obama e secondo Trump avrebbe utilizzato il suo potere per “aiutare” il figlio.

Trump avrebbe “ricattato” Zelenskij durante una telefonata del 25 luglio e secondo il Wall Street Journal, avrebbe chiesto per ben otto volte al suo omologo in Ucraina di lavorare insieme al consigliere per la sicurezza informatica della Casa Bianca Rudy Giuliani sulle indagini.

Biden è al momento uno dei favoriti alla guida dei democratici per le elezioni del 2020, una sua neutralizzazione “giudiziaria” avrebbe dunque permesso a Trump di avere un rivale in meno.

La difesa di Trump

Donald Trump il 24 settembre ha ammesso di aver avuto una telefonata con il presidente dell’Ucraina ma ha negato di averlo ricattato, per dimostrare la sua innocenza ha dichiarato che avrebbe reso pubblica la telefonata integrale e alcuni dettagli della telefonata sono già stati resi noti dalla Casa Bianca.

“L’impeachment è una continuazione della peggiore caccia alle streghe della storia politica. Se (Nancy Pelosi ndr) lo farà molti dicono che ne trarrò vantaggio alle elezioni”, ha dichiarato il presidente Usa dopo aver appreso la notizia dell’impeachment contro di lui.

Nella telefonata stando alle informazioni trapelate, Trump avrebbe chiesto a Zelenskij di contattare il ministro della giustizia Usa William Barr per discutere la possibile apertura di un’indagine per corruzione su Joe Biden e suo figlio.

L’indagine sulla telefonata è già in corso da quasi due mesi ed è partita da una segnalazione di un funzionario di governo all’intelligence statunitense. Il funzionario avrebbe infatti ascoltato al telefonata ritenendola sospetta per il coinvolgimento di un leader straniero. Sono state poi alcune inchieste giornalistiche del New York Times, del Washington Post e de, Wall Street Journal a individuare chi fosse l’interlocutore oltreoceano di Trump.

Secondo i quotidiani statunitensi, inoltre, a una settimana dal colloquio con il leader ucraino, Trump avrebbe “non casualmente” anticipato le sue pressioni politiche, attraverso la sospensione di un pacchetto di aiuti da 491 milioni di dollari all’Ucraina, utili al conflitto contro i gruppi armati dei ribelli filorussi.

Che cos’è l’impeachment contro Trump

La procedura d’impeachment è però piuttosto complessa e, perché possa condurre all’effettiva rimozione del presidente degli Stati Uniti dal proprio incarico, devono prima essere superati diversi step politici. Per la Costituzione americana possono essere accusati di impeachment i membri del governo sospettati di “tradimento, corruzione e altri gravi crimini e misfatti”. L’impeachment contro Donald Trump rientrerebbe nell’ultimo caso e consisterebbe in un “abuso di potere”.

Chi decide l’impeachment e come funziona

Il primo step è l’approvazione dell’accusa di impeachment da parte della Commissione Giustizia della Camera del Congresso americano, a cui fa seguito l’approvazione anche da parte della maggioranza semplice della Camera.

A questo punto la procedura passa al Senato, l’altro ramo del Congresso degli Stati Uniti ma per superare questa seconda fase servono i voti favorevoli di almeno due terzi dei senatori. Prima del voto il Senato svolge un vero e proprio processo, i senatori diventano  giudici e ascoltano le testimonianze di tutte le parti interessate.

I rischi di impeachment per Trump

I numeri al momento sono dalla parte di Trump. Nel primo voto alla Camera costituita da 435 deputati, servono almeno 218 voti per fa passare l’impeachment e attualmente i democratici ne hanno soltanto 161. Il New York Times sostiene che la quota stia salendo e che siano ben 179 i favorevoli all’impeachment. Un numero ancora distante dal rappresentare una reale minaccia, che si concretizzerebbe solo nel caso in cui Trump perdesse una parte consistente del sostegno del proprio partito.

I precedenti casi di Impeachment

Nella storia degli Stati Uniti nessun presidente è mai stato cacciato per impeachment ma sono tre i casi arrivati a un passo dalla condanna: il presidente Andrew Johnson a causa del licenziamento del suo ministro della Guerra fu incriminato e poi assolto in Congresso, lo stesso accadde a Bill Clinton nel 1998 dopo lo scandalo della relazione con Monica Lewinsky. Nel caso del Watergate invece il presidente Nixon si dimise prima che la procedura di impeachment scattasse.

Impeachment contro Trump, Pelosi: “Al via l’indagine formale”. Lui: “Un aiuto per le elezioni”

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