Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 14:43
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Il primo vigile del fuoco donna in Pakistan

Immagine di copertina

Shazia Parveen ha scelto di opporsi ai tabù culturali e ha dimostrato che anche le donne possono intraprendere professioni considerate tipicamente maschili

In un piccolo paese nel sud del Punjab, nel distretto del Vehari, la venticinquenne Shazia Parveen sfida i tabù della società pakistana.

Diventare vigile del fuoco era il suo grande sogno. Voleva dimostrare che anche in lavori fisicamente impegnativi le donne valevano quanto gli uomini. Una strada non facile.

“All’inizio le persone ridevano quando mi vedevano lavorare con gli uomini. Ma poi, quando salvavo le loro preziose proprietà dalle fiamme, cominciavano ad ammirarmi”, racconta Parveen

La giovane era da sempre alla ricerca di un modo per aiutare gli altri ed in particolare le donne e l’ha trovato iniziando il suo addestramento per diventare il primo vigile del fuoco donna in Pakistan.

La sua presenza nella caserma si è dimostrata fondamentale. In un Paese conservatore, patriarcale e tradizionalista come il Pakistan, le donne preferiscono che sia un’altra donna ad aiutarle, e l’idea che un uomo sconosciuto le tocchi le mette in difficoltà. Quando ci sono delle donne coinvolte negli incendi, Parveen è sempre inserita nel gruppo d’intervento. 

Nel periodo di addestramento, nel 2010, era l’unica donna tra 600 uomini, ma questo non le ha mai creato alcun problema, né ha mai scalfito il suo entusiasmo. “Alcune donne evitano di lavorare con gli uomini. Su questo punto sono diversa da loro e sono convinta che noi donne possiamo lavorare spalla a spalla con gli uomini”, dice Parveen. 

La sua famiglia la sostiene anche se si tratta di un lavoro pericoloso e tipicamente maschile. 

Imparare a nuotare, saltare, spegnere incendi, arrampicarsi sui tetti con le corde, per lei, non è stato facile. Nei suoi cinque anni di servizio, però, i suoi colleghi uomini hanno presto iniziato ad ammirare la sua determinazione.

L’unica cosa che sembra ancora differenziarla dagli altri vigili del fuoco pakistani è la maniera in cui indossa la divisa, palesemente troppo grande per lei, che le arriva fino alle ginocchia e le rallenta i movimenti.

In una professione dominata dalla figura maschile, la scelta di Parveen potrebbe ispirare altre donne pakistane. Il primo vigile del fuoco donna del Paese ha infatti dimostrato come anche i tabù più radicati si possano abbattere.  

Ti potrebbe interessare
Esteri / Drone russo sgancia una granata dentro a un bicchiere di plastica | VIDEO
Cronaca / Mosca convoca l’ambasciatore italiano: 24 diplomatici espulsi dalla Russia
Esteri / Al Congresso Usa si è tenuta la prima audizione sugli Ufo
Ti potrebbe interessare
Esteri / Drone russo sgancia una granata dentro a un bicchiere di plastica | VIDEO
Cronaca / Mosca convoca l’ambasciatore italiano: 24 diplomatici espulsi dalla Russia
Esteri / Al Congresso Usa si è tenuta la prima audizione sugli Ufo
Esteri / Aereo caduto in Cina, le scatole nere: "È stato fatto precipitare volontariamente"
Esteri / Guerra in Ucraina, Finlandia e Svezia consegnano la domanda di adesione alla Nato. Draghi: "Appoggio convinto dell'Italia"
Esteri / L’”orbanizzazione” degli Stati Uniti: perché la destra americana guarda sempre più al leader ungherese
Esteri / Goldman Sachs offre ferie illimitate ai dipendenti senior per “riposarsi e ricaricarsi”
Esteri / I soldati ucraini lasciano l’acciaieria di Azovstal dopo settimane di assedio | VIDEO
Esteri / Amber Heard: “Johnny Depp mi ha quasi ucciso sull’Orient Express”
Esteri / Gran Bretagna, visto speciale agli studenti laureati in Università meritevoli: atenei italiani esclusi dalla lista