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La nona edizione dell’Human Rights Watch Film Festival a Londra

Laura Stahnke seguirà per TPI il festival dell'Ong per la difesa dei diritti umani in programma nella capitale britannica fino al 17 marzo 2017

Di TPI
Pubblicato il 9 Mar. 2017 alle 10:08 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:39
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Immagine di copertina

Si è aperta da pochi giorni a Londra la nuova edizione dell’Human Rights Watch Film Festival: fino al 17 marzo, diversi cinema della città ospiteranno film e conferenze focalizzati sui diritti umani e sulle sfide che attivisti in diverse parti del mondo stanno affrontando.

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Quest’anno più di metà dei film in programma celebrano il potere dell’azione collettiva, e sette film su 16 sono stati realizzati da donne. Il festival porta sullo schermo abusi dei diritti umani attraverso storie individuali che spingono gli spettatori ad empatizzare con i soggetti dei film e a richiedere giustizia a livello globale.

Human Rights Watch è una delle principali organizzazioni dedita alla protezione dei diritti umani, e annualmente organizza un festival di cinema itinerante che viene ospitato in più di 20 città in giro per il mondo.

Il festival si propone da un lato di documentare le oppressioni che ancora oggi si manifestano a livello globale, e dall’altro di offrire una piattaforma di dialogo sia per i soggetti dei film che per l’audience. Il fine ultimo è mostrare agli spettatori che l’azione personale di singoli e gruppi di attivisti fa la differenza.

John Biaggi, il direttore creativo del festival, afferma che “in un momento storico di avanzamenti globali da parte di fascismi di vario stampo, diventa più importante che mai sottolineare e dare voce ad individui e gruppi di persone che dimostrano un’incredibile resilienza, sia che si tratti di migranti lavoratori cinesi (Complicit), di attivisti digitali (Black Code), di indigeni Maya del Guatemala (500 Years), o di giocatrici di squash pakistane (Girl Unbound). 

Le tematiche affrontate dai film in programma spaziano dai diritti dei lavoratori alle migrazioni, dagli effetti dell’occupazione israeliana in Palestina al ruolo del giornalismo nella politica globale. Molte delle proiezioni saranno seguite da conferenze a cui parteciperanno sia i registi di signoli film che esperti dei temi trattati.

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