Hong Kong rilascia Chan Tong-kai, sospettato di omicidio. Dal suo caso sono iniziate le proteste di piazza

La vicenda del 20enne è all'origine della riforma contestata in questi mesi

Di Donato De Sena
Pubblicato il 23 Ott. 2019 alle 11:59 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:02
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Immagine di copertina
Foto: Ansa / EPA / JEROME FAVRE

Hong Kong rilascia Chan Tong-kai

Ad Hong Kong nelle stesse ore in cui il governo ritira formalmente la contestata e controversa proposta di legge pro-Cina, viene rilasciato il sospetto omicida Chan Tong-kai. Il caso di estradizione del 20enne residente nella ex colonia è stato all’origine dell’annunciata riforma che ha poi scatenato le proteste di piazza dei mesi scorsi.

Il giovane è sospettato in un caso di omicidio avvenuto a Taiwan. È stato rilasciato oggi, mercoledì 23 ottobre, in mattinata, da un carcere della Regione amministrativa speciale cinese di Hong Kong e ha annunciato di essere disposto a consegnarsi a Taiwan.

Ad aprile scorso Chan Tong-kai era stato condannato da un tribunale di Hong Kong per alcuni reati legati al riciclaggio di denaro e ha terminato di scontare la propria pena. Una volta uscito dal carcere, ha ammesso di aver commesso una serie di errori irreparabili, si è assunto ogni responsabilità, pentendosi delle proprie azioni.

Il 20enne ha fatto sapere di essere disposto a subire le conseguenze dei propri errori, commessi in maniera impulsiva, consegnandosi a Taiwan, dove sarà processato e sconterà la propria pena.

Nel febbraio 2018, il giovane ha ucciso la propria ragazza incinta durante un viaggio della coppia a Taiwan. È stato arrestato dalla polizia di Hong Kong a marzo dello scorso anno. Allora, il dipartimento di Giustizia della Regione amministrativa speciale cinese ha scoperto tuttavia di non avere prove sufficienti per incriminare Chan Tong-kai di omicidio, accusandolo così per una serie di altri reati oltre al riciclaggio di denaro.

All’inizio di quest’anno, il governo di Hong Kong ha proposto alcuni emendamenti all’ordinanza relativa all’estradizione dei latitanti proprio per affrontare il caso.

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