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Hong Kong, arrestato e poi rilasciato il cardinale 90enne Zen. Il Vaticano: “Preoccupati”

Immagine di copertina
Credit: EPA/JEROME FAVRE

Hong Kong, arrestato e poi rilasciato il cardinale 90enne Zen. Il Vaticano: “Preoccupati”

“Collusione con forze straniere”. Con questa accusa è stato arrestato oggi a Hong Kong il cardinale Joseph Zen, uno dei più importanti esponenti cattolici nel continente asiatico. Il 90enne vescovo emerito di Hong Kong, ormai in pensione, è stato interrogato per diverse ore prima di essere rilasciato su cauzione dalla stazione di polizia di Wan Chai, sull’isola di Hong Kong, intorno alle 23 ora locale.

Il cardinale, frequentemente critico di Pechino, era stato arrestato assieme a un ex deputato di opposizione, Margaret Ng Ngoi-yee, e alla cantante Denise Ho Wan-sze con l’accusa di aver aiutato a gestire un fondo a sostegno dei manifestanti pro-democrazia di Hong Kong.

L’anziano prelato è accusato di aver violato la legge sulla sicurezza nazionale, approvata nel 2020 per contenere le proteste senza precedenti che l’anno prima avevano travolto l’ex colonia britannica. La legge prevede pene fino all’ergastolo per chiunque sia ritenuto responsabile dei reati di sovversione, secessione, terrorismo e collusione con forze straniere, lo stesso reato contestato al cardinale e agli altri indagati, a cui è stato anche trattenuto il passaporto. Secondo la polizia i fermati, tutti rilasciati su cauzione, sono accusati di aver chiesto l’imposizione a paesi stranieri di sanzioni.

“La Santa Sede ha appreso con preoccupazione la notizia dell’arresto del cardinale Zen e segue con estrema attenzione l’evolversi della situazione”, ha detto il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni.

Negli ultimi anni, il cardinale si era distinto per la sua netta contrarietà all’accordo sulla nomina dei vescovi tra la Cina e il Vaticano, siglato a settembre 2018. In diverse occasioni aveva definito “impossibile” e “assurda” l’intesa, prorogata di altri due anni nel settembre 2020.

Il tabloid Ta Kung Pao, il giornale di Hong Kong più apertamente schierato con il governo cinese, lo aveva accusato di avere abusato dello status di religioso per le sue attività anti-cinesi e per “avere fomentato il caos a Hong Kong”, facendo riferimento alle proteste del 2019.

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