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Home » Esteri

Chi era Daniel Toaff, il primo soldato israeliano con cittadinanza italiana ucciso nella Striscia di Gaza

Immagine di copertina
Credit: Idf

Il capitano Daniel Maimon Toaff aveva 23 anni, era vice comandante di compagnia del Corpo Ghivati delle forze armate israeliane (Idf) ed è il primo soldato dello Stato ebraico con cittadinanza italiana a restare ucciso in combattimento dall’inizio delle attuali operazioni militari nella striscia di Gaza.

Pronipote del rabbino Toaff, il 23enne è rimasto ucciso ieri insieme ad altri tre commilitoni nel quartiere di Tel al-Sultan a Rafah, nel sud del territorio costiero palestinese, a seguito dell’esplosione di un ordigno che ha ferito anche altri sei militari, di cui tre versano in gravi condizioni.

Le loro morti hanno portato a 348 il bilancio delle vittime militari israeliane dall’inizio dell’offensiva terrestre delle Idf nella Striscia. Secondo un’indagine preliminare delle forze armate dello Stato ebraico, i quattro soldati sono rimasti uccisi dopo essere entrati in un edificio in cui erano state piazzate una serie di trappole esplosive, ma l’inchiesta è ancora in corso.

Il giovane, promosso capitano dopo essere caduto in servizio, era originario di Moreshet, un piccolo insediamento nel nord di Israele. Insieme a lui sono morti i sergenti maggiori Amit Bakri (21 anni); Dotan Shimon (21 anni); e Agam Naim, (paramedico di 20 anni). Naim è la prima soldatessa a restare uccisa dall’inizio dell’offensiva terrestre delle Idf a Gaza.

La Comunità ebraica italiana in Israele ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia annunciando “con dolore la perdita” di Toaff. Anche le Idf hanno fatto sapere di “condividere il dolore della famiglia”. Le esequie si terranno oggi presso il cimitero militare del Monte Herzl a Gerusalemme.

La guerra imperversa nella Striscia da oltre 11 mesi da quando lo scorso 7 ottobre migliaia di miliziani di Hamas e della Jihad Islamica entrarono in Israele da Gaza, uccidendo più di 1.100 persone, per lo più civili, sequestrando 251 ostaggi. Da allora, secondo il ministero della Salute del territorio costiero palestinese, almeno 41.272 persone sono state uccise nella Striscia e altre 95.551 sono rimaste ferite, in maggioranza donne e bambini.

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