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Una guardia di frontiera s’innamora di una rifugiata irachena al confine macedone

Immagine di copertina

Bobi Dodevski e Noora Arkavazi si sono conosciuti nel momento in cui i governi balcanici avevano deciso di chiudere i confini. Ora aspettano un figlio

Quando si dice andare incontro al proprio destino. Una casualità che si è trasformata in pochi mesi in un rapporto d’amore poi sfociato in un matrimonio. È quello che è capitato a Bobi Dodevski e Noora Arkavazi. Lui è una guardia di confine in Macedonia, lei una rifugiata irachena scappata dal suo paese. 

Il giorno in cui i due s’incontrarono, Bobi non avrebbe dovuto essere in servizio. Era un giorno piovoso di marzo ed era stato chiamato per sostituire un collega. Fu in quella situazione particolare che l’uomo, 35 anni, incontrò la donna che di lì a qualche mese sarebbe diventata sua moglie. 

“Tra le migliaia di profughi che attraversavano il confine macedone quel giorno c’era anche Noora Arkavazi scappata con la famiglia dall’Iraq”, ha raccontato Bobi alla Bbc

La giovane 20enne aveva lasciato la sua casa a Dyala, nella provincia orientale dell’Iraq, afflitta dalle violenze scoppiate nei primi mesi del 2016. Anche i genitori, il fratello e la sorella erano partiti insieme a Noora. La famiglia Arkavazi ha seguito un sentiero percorso da tante altre persone per attraversare il confine iracheno verso la Turchia. 

Una volta raggiunta la Turchia, Noora e i suoi familiari si sarebbero imbarcati per l’isola greca di Lesbo, diretti verso la Macedonia. Al confine macedone la famiglia avrebbe dovuto attendere l’autorizzazione per attraversare la Serbia.

Fu in quei giorni di attesa che Noora ebbe modo di incontrare la guardia di frontiera Bobi Dodesvki. La giovane aveva accusato un malore ed era accorso proprio l’agente Dodesvki, che parlava inglese. 

“Ero arrivata fin lì con la febbre molto alta ed ero caduta. Bobi chiamò immediatamente gli operatori della Croce Rossa per farmi assistere”, ha raccontato la donna. 

Bobi tentò in ogni modo di rimanere professionale mentre soccorreva la giovane, ma era evidente che lei l’aveva colpito dritto al cuore, come hanno raccontato i suoi stessi colleghi di lavoro. 

L’uomo aveva perso letteralmente la testa. “Ho visto nei suoi occhi una scintilla, qualcosa di speciale”, ha confessato lui. “Per il lavoro che svolgo ho modo di vedere molte ragazze, alcune probabilmente più belle di Noora, ma lei era diversa”, ha raccontato ancora l’uomo.

Per lei, invece, quell’incontro era stato un segno del destino. Quando la coppia si è conosciuta, la sorte dei rifugiati in Macedonia era in bilico per la decisione di molti paesi balcanici di chiudere le frontiere e arrestare il continuo flusso di migranti. 

“Avevo un unico sogno, ovvero quello di vivere con la mia famiglia in Germania”, ha raccontato ancora Noora all’agenzia di stampa Afp. Ma questo desiderio nel frattempo è mutato. 

Noora è guarita e ha iniziato a operare come volontaria della Croce Rossa locale. I due hanno così avuto il tempo di conoscersi meglio. Lui si era offerto diverse volte di accompagnare lei e la madre ai mercati vicini per acquistare vestiti e cibo, aiutandole a sopportare la loro condizione di profughe. 

La ragazza irachena era rimasta colpita dalla sensibilità dell’uomo e dal modo in cui giocava con i figli dei migranti, a differenza dei colleghi che mostravano atteggiamenti più freddi e distaccati. 

Una sera d’aprile la coppia si stava godendo una cena al ristorante. Lui era visibilmente nervoso e agitato. C’era un motivo. “Mi ha chiesto di sposarlo ripetendomelo almeno dieci volte di fila”. La giovane non ci ha pensato a lungo e ha accettato così di diventare la signora Dodevski. 

I due sono convolati a nozze nel mese di luglio, appena quattro mesi dopo il loro primo incontro. Lei di etnia curda e di religione musulmana, lui cristiano ortodosso, si sono uniti in matrimonio nella città di Kumanovo, nel nord della Macedonia. Alle loro nozze hanno partecipato 120 persone, compresi i colleghi della Croce Rossa.

Oggi i novelli sposi hanno deciso di vivere proprio a Kumanovo, insieme ai tre figli di lui. Ma ben presto la famiglia si allargherà. “Sono incinta di quattro mesi”, ha confessato raggiante Noora. 

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